Come si fa la rilettura di un racconto


Sottotitolo del post: Secondo me.
Questa è un’immagine della rilettura che sto portando avanti con il racconto breve “Agnese“.

 

Nel libercolo elettronico che sto preparando, di cui qualcuno conosce persino il titolo (ma probabilmente lo cambierò) ci sarà spazio anche per questa storia, e per alcune di quelle che ho già pubblicato, e rivisto. Oltre ad alcuni racconti nuovi di zecca.
Ma solo adesso ho l’impressione di fare sul serio.

Ricordo che a ogni paragrafo dedico 5 minuti di lettura. L’applicazione è Pages, di cui attivo la funzione a pieno schermo, e tolgo anche l’audio per non essere distratto da suoni quali l’arrivo di posta elettronica. Time Machine, che si occupa del backup, salva su un disco rigido esterno i file nuovi o modificati ogni 60 minuti. Visto che sono paranoico (è meglio esserlo coi computer), i documenti prodotti con Pages sono salvati anche su uno spazio su un server, ogni giorno.

Torniamo alla rilettura però. Leggo, leggo, leggo: bado al ritmo, al suono delle parole, alla coerenza di ciò che ho scritto, a sviste, errori, ripetizioni, segni di interpunzione. Come un ossesso cerco di ripetermi: è chiaro? È efficace? È utile nella costruzione della storia, o è un orpello di cui si può fare a meno? Non si può immaginare cosa salta fuori.

Su un foglio di carta (sì non hai letto male), segno a mano i punti su cui intervenire. Siccome sono una bestia, mi ci vuole un po’ a decifrare i miei scarabocchi, ma alla fine raggiungo l’obiettivo. Poi inserisco i commenti (la colonna gialla a sinistra) per fissare tutto quello da cambiare.

La faccenda come si intuisce è lunga (l’immagine si riferisce a una paginetta solamente), per fortuna dormo poco, di notte o nei ritagli di tempo mi ci posso dedicare. Terminata la fase di rilettura, lascerò trascorrere qualche giorno o settimana ancora per far sì che altre scorie, facciano la loro apparizione. A quel punto, la riscrittura.

Tutto questo per consegnare ai lettori qualcosa di interessante, efficace, di valore. Che qualcuno incroci le dita per me, le mie sono impegnate sulla tastiera…

2 commenti

  1. Ciao, Marco.
    Molto interessante la modalità di Pages. Credo che sia molto utile avere il quadro chiaro con le dinamiche dei singoli interventi. Hai un metodo molto rigoroso, alla Carver. Anche in questo si vede lo scrittore di razza. Per quante parole non scrive o per quante ne scrive senza scriverle. Ma in questo secondo caso, la faccenda sarà un po’ diversa.
    In gamba,
    luigi

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    • Carver: magari! Non sono io quello rigoroso, è la parola che richiede questo tipo di rigore. Se accetti il gioco, quelle sono le regole, regole pesanti ma le uniche valide. Fretta, superficialità ammazzano anche il talento migliore.

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