Quando il lettore pensa: Ci vorrebbe un editor


Premessa, che sarebbe inutile perché è già nel titolo del post. Sono un lettore e basta. Però sto leggendo “Il bosco delle volpi” di Arto Paasilinna, e i primi tre capitoli non mi hanno convinto per niente.
Mi secca scriverlo, ma è così.

C’è questo gangster finlandese che organizza un furto di lingotti d’oro in arrivo dall’Australia nel porto di Oslo. Ne affida l’esecuzione a 2 (due?) banditi che riescono nell’intento.

Scappano con le casse, e siccome la polizia tarda a organizzare l’inseguimento (?) alcuni lingotti sono gettati nel fosso lungo la strada (tutto avviene di notte), dove il gangster finlandese, zaino in spalla, ne recupera alcuni. Gli esecutori sono poi arrestati, condannati, alcuni lingotti non sono più trovati…

Anni dopo uno dei due viene rilasciato per buona condotta, ma il gangster riesce a liberarsene organizzando una trappola che lo rimanderà in prigione (non vuole spartire l’oro con nessuno). Anche l’altro, un omicida, viene quindi rimesso in libertà, ma il gangster recupera i lingotti, e se la batte in Finlandia.

A me Paasilinna è piaciuto parecchio ne “L’anno della lepre”. Però a parer mio qui il motore fatica a fare il suo lavoro. L’ironia è potente, ma pericolosa, e se non è sostenuta da un intreccio un po’ credibile, va a farsi benedire tutto. La rapina di un carico d’oro non può essere affidata a due persone; anche se l’intento di Paasilinna sembra quello di mettere alla berlina i norvegesi, considerati un poco lenti a carburare da svedesi e finlandesi.

La polizia si limita a perquisire ogni tanto l’abitazione del gangster (costui va a trovare i suoi due complici in galera), ed evita di seguirlo, pedinarlo, mettere sotto controllo telefono e via discorrendo. Mentre lo leggevo, pensavo: fa acqua, ci vuole un editor.

Ma è un errore in cui spesso si precipita senza nemmeno rendersene conto.

Hai un’idea, e ci lavori come una ruspa. Non badi a incongruenze, errori, disastri che combini scavando, spostando terra, e via discorrendo. Ti sembra talmente bella, e convincente, e forte, che non ti fermi affatto: ecco perché un editor può salvare una storia. Non lo sono, non lo sarò mai.

Però avrei consigliato al buon Paasilinna di gettare via i primi tre capitoli, iniziare dal quarto, irrobustire la storia con qualcosa di diverso (niente oro rubato: il gangster fa sparire una grossa somma proveniente dal traffico di droga, e appartenente a un grosso boss della mala. Scappa eccome nelle foreste della Finlandia!). Un po’ di sano flashback, e allora sì che l’ironia ci sguazza.

Il resto intanto, pare migliore. Vedremo. E buona festa della Repubblica.

2 commenti

    • Provare? No, no: meglio lasciar fare a chi se ne intende, anche se quei capitoli mi hanno lasciato perplesso. Quelli seguenti infatti sono superiori, è stato uno scivolone, ma anche Tolstoj ogni tanto sbagliava qualcosa.
      Buona festa 🙂

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