Un editore come sceglie un libro da pubblicare?


Già, come fa? Quali criteri usa? Osserva quello che pubblicano i “concorrenti?”. Getta un’occhiata alla classifica dei più venduti, e segue la corrente? Si affida alle agenzie letterarie che scovano i talenti nascosti? Frequenta blog, siti, giurie di premi letterari?

Dipende.

Trovo interessante quello che dice Emilia Lodigiani della casa editrice Iperborea, a proposito di due libri che ha scelto di NON pubblicare. Uno di questi è “Miele” di Torgny Lindgren (autore tra i più presenti nel catalogo di Iperborea, tranne questo titolo), di cui ho parlato qualche tempo fa.

Non ama quel libro perché vi si raffigura l’odio tra due fratelli.

Buffo, vero? Non perché è scritto male, la scrittura è fiacca, il finale è balordo, lo sviluppo della storia a un certo punto s’incarta. È tutta una questione di gusti. Magari è ingiusto, certo.

Però prima di sbraitare che gli editori sono bestie senza cuore, dobbiamo accettarne preferenze, inclinazioni, e spesso questi elementi sono determinanti.

Non li dovrebbero avere? Non saprei…

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