27 libri per imparare a scrivere da leggere assolutamente


 

ScreenSnapz002(Post ampliato il 5 maggio 2021).

Premessa: imparare a scrivere non significa pubblicare, o diventare scrittori, o trovare un editore che spenda (lui) dei soldi per investire nel nostro talento.

Significa lasciarsi alle spalle gli errori più gravi, ovvi (spesso però ripetuti in perfetta buona fede); e non mi riferisco affatto a quelli grammaticali.

Vuol dire separarsi per sempre da una scrittura incolore, da uno stile che per arrivare al punto impiega 5 parole quando 2 sarebbero più che sufficienti (e una sarebbe la perfezione).

Se vuoi imparare a scrivere: sei nel posto giusto. In questo articolo ti mostrerò 27 libri essenziali per imparare a scrivere.

E adesso, andiamo a conoscerli.

I libri essenziali per imparare a scrivere

Qui di seguito elenco i libri da leggere e rileggere per lasciarsi alle spalle le scorie che la cattiva televisione, e la scuola spesso mediocre, inoculano un po’ in tutti. Sono di scrittori che non insegnano a costruire best-seller (anche se qualcuno di loro vende a vagonate), ma a usare bene le parole.

Metterò anche il link al post dove illustro le mie considerazioni (ma non tutti hanno un articolo in cui espongo nel dettaglio le peculiarità del libro).
Non metto invece il link al negozio dove acquistarli perché una volta che sai il titolo puoi usare un motore di ricerca (vale a dire: Google), per scovarli e magari acquistarli. Li trovi su Amazon, IBS, eccetera eccetera (molti sono in edizione digitale).

Ma prima di procedere: Scopri i 15 libri sul marketing che un autore indipendente deve leggere assolutamente! (Dacci un’occhiata, non te ne pentirai).

Inoltre, sul mio canale YouTube ci sono una serie di video dedicati proprio all’autopubblicazione.

On writing (Stephen King – Sperling Paperback). Uno degli scrittori più popolari, cordialmente detestato da certa critica, mette su carta cosa voglia dire per lui scrivere. Forse la prima parte è un po’ troppo autobiografica, e qualcuno la troverà celebrativa. Ma se si vuole capire qualcosa della scrittura questo volume di meno di 300 pagine è da avere. La mia opinione.

Scrivere Zen (Natalie Goldberg – Ubaldini editore). Confesso di non averlo amato alla follia, ma credo rappresenti un testo di sicuro interesse. La mia opinione.

Elementi di stile nella scrittura (William Strunk Jr. – Dino Audino editore). Lo consiglia lo stesso Stephen King, e questo dovrebbe bastare. Qualcuno potrebbe chiedere: ha senso un simile libro, per l’Italia? Abbastanza. In meno di 100 pagine ci sono intuizioni folgoranti. L’edizione italiana è stata naturalmente adattata al nostro Paese, quindi si tratta di una lettura interessante.

Come scrivere un racconto (Jack M. Bickham – Dino Audino Editore). Questo snello libro (sulle 150 pagine), indica che cosa fare per trasformare un’idea in una storia. Perché tutti noi siamo in questa condizione: abbiamo un “sacco di idee”. Ma non basta avere idee: occorre ben altro. E questo libro indica gli strumenti giusti per rendere i personaggi “forti”; per creare una trama ben strutturata; e altro ancora. Il tutto con una serie di esercizi da mettere in pratica e riuscire davvero a costruire una storia interessante. 

Il libro delle idee per la scrittura (Jack Heffron – Dino Audino Editore). Il blocco dello scrittore è una delle “minacce” più frequenti (a me non è mai successo, anzi). Questo agile volumetto (meno di 150 pagine), fornisce al lettore il giusto modo per affrontare il problema. L’ispirazione? Invece di attenderla meglio produrla: in che maniera? Scrivendo. Ma se uno ha il blocco dello scrittore! Per questo esiste questo libro: per fornire idee, esercizi, spunti, suggerimenti dell’autore per superare il blocco. Utile.

Perché scrivere (Zadie Smith – Minimum Fax). Zadie Smith non ha bisogno di molte presentazioni: è una delle scrittrici britanniche più lette e amate di questi anni. Questo piccolo libro raccoglie un intervento sulla scrittura svoltosi in Italia; e un saggio (“Il fallimento riuscito”). È una lettura interessante perché questa scrittrice non si limita a “parlare” di scrittura, ma riflette sul suo ruolo, ora che si è resa “democratica” e tutti, ma proprio tutti, ci definiamo scrittori. Ma allora: che cosa rende chi scrive davvero interessante e importante? È davvero utile, poi, in questa società dove tutti pretendono di conoscere la verità, e lo scetticismo divora ogni cosa? Che cosa rende uno scrittore uno scrittore? C’è un ingrediente, un dettaglio che possa garantire la sua certa identificazione?

Letteratura Palestra di libertà (George Orwell – Oscar Mondadori). Di George Orwell tutti conoscono “1984” e “La fattoria degli animali”. Questo libro racchiude i suoi scritti a proposito di cosa? Di alcuni scrittori come Charles Dickens, Henry Miller, Kipling e la loro scrittura e il loro modo di concepire la scrittura. Ma è anche un prezioso aiuto per entrare nel mondo di questo scrittore essenziale del Novecento. Chi lo leggerà, resterà forse sorpreso dal constatare quanto Orwell (per tutti un autore “impegnato”) difenda a spada tratta il diritto di ciascun scrittore di essere libero. Non ha alcun timore reverenziale per nessuno. È un utile libro anche per comprendere l’idea di scrittura di Orwell (condivisibile), e quale debba essere il ruolo di chi scrive all’interno della società.

Come scrivere (Rosaria Gaucci/Bruna Miorelli – Zelig editore). Un testo italiano che raccoglie gli interventi che hanno trovato ospitalità presso la scuola di scrittura creativa “Prima e dopo le parole”, in quel di Milano. La mia opinione.

Nel territorio del diavolo (Flannery O’Connor – Minimum Fax). Qui c’è poco da aggiungere, se non un consiglio netto: leggetelo. La mia opinione.

nel territorio del diavolo

 

Una cosa piena di mistero – Saggi sulla scrittura (Eudora Welty – Minimun Fax). Questa scrittrice statunitense del sud degli Stati Uniti in Italia non è molto celebre. Ma negli USA ha vinto anche un premio Pulitzer e con Flannery O’Connor e William Faulkner è considerata una delle voci più autorevoli di quel Paese. Il libro è una raccolta di alcune delle sue riflessioni sulla scrittura, dal 1949 al 1973. Passione, impiego, coerenza: sono queste, probabilmente, le parole d’ordine di questa scrittrice.

Il respiro della coscienza (Aleksandr Solzenicyn – Jaca Book). Nobel della letteratura nel 1970. Non è un libro che spiega come scrivere. Si tratta infatti di una raccolta di saggi, interventi e interviste rilasciate o scritte da questo grande scrittore russo (in Italia snobbato). Qui Solzenicyn riflette, spiega, argomenta (anche) che cosa sia la letteratura e che quale siano i suoi compiti. Come il libro di Flannery O’Connor, una lettura da fare.

L’arte del romanzo (Milan Kundera – Adelphi editore). Il grande scrittore ceco dice la sua sul romanzo (europeo) in questo agile volume. Riflessioni, interviste (che lui detesta), dichiarazioni d’amore per Kafka, e una domanda che aleggia. Vale a dire: vivrà, il romanzo? Sopravviverà, oppure sarà spazzato via dai mass media, dalla burocrazia, dal desiderio di trasparenza, e dal desiderio di creare e imporre un pensiero unico? Una lettura interessante, piena di intuizioni e spunti di riflessioni fecondi.

Il mestiere di scrivere (Raymond Carver – Einaudi/Stile Libero). Ecco un altro libro su cui c’è poco da dire, a parte il solito: Da leggere. La mia opinione.

Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato (Francis Scott Fitzgerald – Minimum Fax). Nell’ultimo anno della sua vita Scott Fitzgerald vendette complessivamente 40 copie. Adesso è considerato una delle voci più importanti della letteratura statunitense. La mia opinione.

nuotare sott'acqua a trattenere il fiato

 

Niente trucchi da quattro soldi (Raymond Carver – Minumum Fax). Ancora Carver in un libricino di 100 pagine per conoscere il pensiero dello scrittore statunitense sulla scrittura. Un distillato da tenere sempre a portata di mano. La mia opinione.

Self-editing for fiction writers (Renni Browne – Dave King). Si tratta di un libro in inglese, come si comprende dal titolo. Dopo che avrai scritto la tua opera, ci sarà un problema da affrontare: l’editing. Gli autori di questo ebook sono editor, e loro per primi affermano che è sempre bene rivolgersi a un professionista per migliorare il testo (quindi: ci vuole un editor). Ma (ecco la ragione del libro), è comunque possibile lavorare sul proprio testo migliorandolo anche parecchio, e facendo un po’ da sé. Probabilmente l’editor ci vorrà comunque, ma almeno gli errori più evidenti saranno rimossi. 

 

Come non scrivere (Claudio Giunta – Utet). Ottimo e snello libro che ricorda la verità più elementare per chi scrive: essere semplici (ma non vuol dire essere sciatti). Proprio perché elementare (forse troppo?) è disattesa puntualmente. Paroloni, citazioni dotte, espressioni mirabolanti: si fa tutto questo e molto di peggio pur di… Non farsi capire. Buona parte dei contenuti sono di fatto illeggibili o incomprensibili. Il libro tratta di questo vizio nella pubblica amministrazione (per esempio le circolari ministeriali); ma è un vizio che si trova ormai ovunque, e sembra tipicamente italiano. Solo in Italia pare esserci questa esigenza di usare una prosa barocca per dimostrare che “si sa”, e si sono frequentate le scuole alte. Ecco, questo libro potrebbe essere la cura migliore per guarire da questo malanno.

 

I mestieri del libro (Oliviero Ponte di Pino – Tea editore). Prima di arrivare a pubblicare qualcosa perché non gettare un’occhiata a quella che viene chiamata la filiera del libro? Il direttore editoriale di Garzanti confeziona questo volume (poco più di 200 pagine), che non insegna a scrivere, ma ha il pregio di mostrare il lavoro dietro le quinte. C’è anche un esempio di contratto editoriale, e di traduzione.

Per me non esiste altro (Bernard Malamud – Minimum Fax). Un grande scrittore statunitense di cui troviamo il pensiero sulla scrittura (ricavato da interviste e non solo) in questo agile libretto. Un’ottima lettura.

bernard malamud

Né per fama né per denaro (Anton Cechov – Minimum Fax). Un libro che è il risultato della fusione di 2, precedenti libri sempre editi dalla casa editrice romana. Vale a dire “Scarpe buone e un quaderno di appunti. Come fare un reportage” e “Senza trama e senza denaro. 99 consigli di scrittura”. È Cechov. Da avere, da leggere e rileggere. Avrà sempre qualcosa da rivelare.

Consigli a un giovane scrittore (Vincenzo Cerami – Garzanti). Cerami è stato scrittore, sceneggiatore, drammaturgo. Ha ha distillato tutta questa sua esperienza in questo titolo. Non si occupa solo di scrittura per l’editoria, ma anche di cinema e teatro (ha collaborato, tra gli altri, con Roberto Benigni; è tra gli sceneggiatori del film “Un borghese piccolo piccolo” con Alberto Sordi). Forse si tratta di uno dei libri più completi proprio perché “abbraccia” non solo l’ambito dell’editoria, ma va oltre. Ormai chi scrive non può ignorare quello che accade altrove (cinema; radio; televisione), e questo è un ottimo libro per comprendere il lavoro di artigianato che c’è quando si scrive. Perchè: scrivere è artigianato.

Dentro la sera (Giuseppe Pontiggia – Editore Belleville). Giuseppe Pontiggia è stato un grande scrittore, che è caduto nel dimenticatoio. Tra i suoi tanti pregi, quello di essere stato uno dei primi, in Italia, a introdurre i corsi di scrittura creativa. Questo libro è invece la trascrizione delle sue conversazioni tenute su Radio Rai nel 1994. Una miniera di informazioni, intuizioni, riflessioni per chi scrive, o per chi desidera farlo. E il bello sai qual è? Che puoi ascoltarle o, se preferisci, scaricarle per poi ascoltarle con comodo quando vuoi. Dove? Sul sito della Rai dove tutte le puntate sono disponibili gratis.

Italiano – Corso di sopravvivenza (Massimo Birattari – Ponte alle Grazie). Ottimo, e divertente (ebbene sì: divertente), libro sulla lingua italiana. Un testo agile che può essere consultato in qualsiasi momento per ricordarsi della ricchezza meravigliosa della nostra lingua. E anche per fugare dubbi e/o perplessità su grammatica e sintassi. È un’opera studiata apposta per chiarire eccezioni, regole, ma soprattutto per ricordarci la ricchezza quasi sconfinata della nostra lingua italiana.

Viva la grammatica – La guida più facile e divertente per imparare il buon italiano (Valeria Della Valle – Giuseppe Patota – Sperling & Kupfer editore). Ebbene sì, conoscere meglio la grammatica (dico: la grammatica!) italiana può persino essere divertente. E il bello è che… È davvero divertente! Ma solo con il titolo giusto. Come questo, di due professori che con le loro opere (questa è una di quella), si sono incaricati di far scoppiare la pace tra gli italiani (almeno quelli che avranno il buonsenso di acquistare e leggere questo titolo), e la grammatica della lingua italiana. E ci sono riusciti davvero bene. Leggere per credere!

L’italiano – Lezioni semiserie. (di Beppe Severgnini. Editore Rizzoli). L’autore è un affermato giornalista e affronta la materia dell’evoluzione della lingua italiana con umorismo (per qualcuno potrebbe apparire “eccessivo”?). Se temi che affrontare appunto l’italiano sia un argomento noioso e verboso (ma se hai intenzione di scrivere, come puoi pensarlo?), forse questo è il libro giusto con cui iniziare. Magari non tutto è condivisibile (afferma che puoi dire “il pneumatico”. Mah!), però è un titolo da usare per iniziare a fare piazza pulita di dubbi o errori. 

La scrittura è difficile (Marco Freccero). Infine permettimi di citare anche il mio libro dedicato alla scrittura. Il sottotitolo: “Riflessioni su un mito: Che ci vuole a scrivere?”. Dagli un’occhiata: le recensioni ci sono già…

la scrittura è difficile banne

La scrittura a 4 mani (Marco Freccero – Morena Fanti). Siccome ho scritto un romanzo a 4 mani (L’ultimo giro di valzer), ma assieme alla scrittrice Morena Fanti, sempre assieme abbiamo prodotto questo librino per chi desidera scrivere un romanzo… a 4 mani. Lo trovi su Amazon, come al solito.

copertina La scrittura a 4 mani

 

Vuoi sapere come pubblicare gratis il tuo libro? Clicca qui e buona lettura (articolo lungo)

 

16 commenti

  1. per imparre a scrivere, ahimè! non bastano questi libri…
    Almeno un paio a settimna, sempre si abbia la predisposizion alla scrittura.
    Altrimenti, neanche con un libro al giorno…
    E poi… ci sono libri e libri…

    Vero che non hai mai letto Antonio Lobo Antunes?
    O Arno Schmidt?
    Che tutti gli altri, Vargs Llosa, Wallace, DeLillo… Roth, Saramago, Grossman, Gabriel García Márquez, ecc ecc…e tutti quelli prima…da Aristotele a Zeichen, li avrai letti, no?
    😉

    ciao, Marco.
    Buona lettura e buona scrittura!

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