Il blog non è una cattedra


Quando si afferma che occorre scrivere per i lettori, molti pensano che si debba adottare lo stile sciatto degli SMS, per esempio. Nulla di più sbagliato.
Per me scrivere per i lettori vuol dire evitare di salire in cattedra. Smettere di credersi dei professoroni.

Il tempo è prezioso e sul Web lo è due volte di più. Ecco perché diventa indispensabile scrivere in modo conciso e semplice.

È una questione di rispetto. Chi arriva su un blog lo fa con un computer, e la lettura di un testo su uno schermo non è una delle cose più agevoli.
Chi frequenta questo blog sa (o dovrebbe sapere), che una delle mie idee fisse è la conversazione.

Ecco, le persone questo cercano: la conversazione. Toni formali, paternalistici, da “Modestamente, io so tutto” sono poco tollerati un po’ ovunque. Figuriamoci sul Web dove esiste la possibilità di liberarsi del “Signor-So-Tutto-Io” con un semplice clic. Le persone adorano usare quel clic per sbarazzarsi del sapientone di turno.

Questo comportamento non è l’espressione di una volontà di rendere banale tutto. Al contrario: è l’esigenza di capire, di sapere, di trovare qualcuno con cui dialogare che induce le persone a essere molto selettive, e in apparenza cattive.

Di solito la cattiveria non c’entra nulla. Vediamo la cattiveria quando invece la causa di tutto è da ricercarsi altrove.
Spesso modelliamo i nostri contenuti perché parlino solo a noi stessi. Quindi non sorprendiamoci se nessuno commenta i post, oppure le visite sono scarsissime.

D’altra parte, il lettore non deve diventare una sorta di divinità. Lui è sempre libero di non leggere un certo blog, io sono altrettanto libero di scrivere quello che desidero. L’essenziale è che ci sia trasparenza, volontà di conversare, di stabilire una relazione su basi condivise. Che possono essere condivise solo in parte, o rifiutate del tutto (perché io scrivo di Carver, e Carver secondo alcuni NON sapeva scrivere).

Qui non si tratta di convertire o convincere qualcuno. Il Web non è uno spazio vuoto, e nemmeno un territorio su cui è affisso il celeberrimo Hic sunt Leones.
È un luogo dove le persone sviluppano le loro qualità, esattamente come se andassero in una biblioteca, a un concerto, oppure a passeggiare sul lungomare di Rimini.

Sii interessante e sobrio; qualcosa accadrà.

 

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