Le persone come leggono sul Web?


Grazie al Web, e ai blog soprattutto, ciascuno può scrivere. Non è però solo una grande opportunità; bensì un problema. Aggiornare un blog con regolarità non è indice di nulla, tranne forse che hai molto tempo a disposizione.
Come sempre, e come accade in tutti i settori, la qualità fa emergere.

Ecco la prima brutta notizia. Se non adatti la tua scrittura al mezzo (il blog), hai un problema.
Prima di tutto, occorre avere una buona conoscenza della lingua italiana, verificare che quanto scritto non sia sciatto e non contenga errori, refusi o quant’altro.

Non è sufficiente. A causa delle caratteristiche del mezzo di cui stiamo parlando, quello che funziona in un certo settore rischia di fallire se portato pari pari in un altro. Questo deve essere chiaro. Prima di parlare di ignoranza dei lettori, di scarsa partecipazione alla vita del nostro blog, rammentiamo questo. Poi ciascuno scelga quello che desidera. Tuttavia, ignorare che la propria scrittura per essere efficace deve scendere a patti con il modo di leggere tipico del Web, porta inevitabilmente a giudizi superficiali.

La seconda brutta notizia. Chi approda su un blog, di solito si limita a dargli una scorsa. “Ehi, ma io scrivo benissimo! Saranno sicuramente conquistati!”
Non è detto anzi. L’utente con qualche anno di navigazione sul Web alle spalle, agisce così: un colpo d’occhio per capire se quello che ha trovato è utile.

Qualunque sia l’argomento che gli sta a cuore, sa bene che esistono in Rete migliaia (milioni) di altre risorse che probabilmente gli offriranno quello che cerca. In pochi secondi, decide: se restare o abbandonare il blog.

Non è facile adeguarsi, e molti scelgono di non farlo. Vedono in questo un tradimento della propria scrittura. Non mi sento di giudicare questo comportamento; so che esiste.

Mi permetto però di osservare che forse, una maggiore attenzione al mezzo, un modo differente, ed efficace di scrivere può aiutare un blog a crescere. Ad arrivare a persone che magari di libri e scrittura sino a ieri se ne infischiavano.

Non si tratta di parlare di Lady Gaga e della sua influenza sul linguaggio dei giovani. Bensì di cercare il modo migliore per rendere idee e passioni chiare e godibili a un numero maggiore di persone.In tanti sono stufi di “esperti”, guru e chiacchieroni; e sono alla ricerca di teste che ragionano, che cercano il confronto, o che hanno qualcosa da dire e la condividono.

Questo pubblico esiste; credo sia più numeroso di quanto si creda. Immaginare di raggiungerlo, di intavolare con esso una conversazione schietta e di valore, rendendo la propria scrittura più adatta al Web, non dovrebbe essere visto come un tradimento. Ma come un’opportunità di crescita. Per tutti.

6 commenti

  1. Non bisogna scrivere correttamente, bisogna essere corretti quando si scrivere.
    Per quanto riguarda la massima di prima, sul discorso che DEVE vertere: era una massima minimalista. Ci dispiace. Dispiacersi è importante, dispiacersi di scrivere, è importante, scusarsi ogni giorno più volte al giorno. Questo.

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  2. La correttezza della lingua italiana è alla base della cultura. Punto. Se un professionista scrive su un blog, se un qualsiasi diplomato scrive su un blog, ha il dovere di scrivere correttamente. Questa è coerenza. Coerenza con la cultura acquisita e il diploma avuto.

    Da quello che leggo io in giro nel web, le persone scrivono male. Non conosco la grammatica.

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