Le mie letture – Il pappagallo di Mahler


Era una donna tragica, ma non lo sapeva, perciò poteva concedersi sovente di essere felice.

Questo libro intitolato “Il pappagallo di Mahler” non è un romanzo, bensì una serie di racconti. Lo scrittore svedese Torgny Lindgren su questo blog ha già trovato ospitalità più volte: Acquavite o Per amore della verità o ancora Miele (quest’ultimo l’unico a non essere stato pubblicato da Iperborea).

Credo sia un’ospitalità sempre più meritata.

È impressionante notare come questo autore riesca a raccontare storie mantenendo intatti i propri “ingredienti”. Che sono l’ironia, lo sguardo affettuoso alle persone, umili o importanti che siano, non importa. La capacità di creare, di utilizzare scenari storici dove calare i suoi personaggi, i loro interrogativi sul senso delle cose. La vita, l’arte. L’essere.

I racconti sono privi di titoli, sono solo numerati. Così incrociamo il contadino tedesco che dopo la Seconda Guerra Mondiale assiste alla costruzione di due recinti: uno davanti, l’altro alle spalle della sua casa. E finisce nella terra di nessuno, chiuso tra Est e Ovest. Diventa una specie di attrazione per le genti dell’Ovest, che da dietro il filo spinato lo osservano, gli lanciano lettere, cibo; mentre lui vorrebbe solo vivere in pace.

Dopo aver letto un bel po’ della sua produzione, credo di poter affermare che Lindgren sia uno dei pochi autori in grado di scrivere su qualunque cosa, con risultati sempre eccellenti. E lo ha fatto: l’amore, l’apparenza, il cibo, l’odio, l’arte, Dio… Sempre evitando di scivolare nell’accademico (eppure lui lo è, è proprio membro dell’Accademia Svedese, quella che decide a chi assegnare il Nobel della letteratura).

Senza mai rinnegare lo sguardo di pietà e simpatia che dovrebbe accompagnare sempre (o quasi sempre), il lavoro dello scrittore.

Solo un Paese di scimmie danzanti come l’Italia può continuare a ignorarlo, e a inseguire “prodotti” editoriali di cui è bene e pio tacere anche il titolo.

Piccolo appunto nei confronti dell’editore. Da quando il sito Iperborea è stato rinnovato, è stata tolta la possibilità di scaricare un’anteprima dei libri proposti. Ciò è male.
Gli ebook di Iperborea sono coperti dal DRM social: ciò è bene.

C’è un racconto che mi ha impressionato. Un vecchio, entra in una casa. Apre la porta, la chiude, e deve fare una scala, per accedere al piano superiore. Il racconto parla di questo, e di nient’altro. Di un vecchio che con fatica, deve percorrere degli scalini. La prossima volta che qualcuno mi dirà che scrivere i racconti è facile, basta poco, saprò cosa rispondergli. Cosa fargli leggere.

Il pappagallo di Mahler Iperborea Editore (anche in ebook). Traduzione e introduzione di Carmen Giorgetti Cima.

5 commenti

    • Eppure se si scrivono solo racconti poi c’è sempre qualcuno che dice: “Ma un romanzo no?”. Come se solo 400 pagine certificassero qualcosa. Probabilmente si tratta di un modo di pensare piuttosto comune tra quanti leggono poco, o nulla. Il racconto non è una sotto-categoria della narrativa.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.