Caso studio: quanto guadagna un autore indipendente

Aggiornato nel settembre 2018.

Ma sì! Sveliamo tutto! Ma non lo faccio per te, o lettore, o lettrice. Lo faccio per me. Il punto è che da settimane mi dico che occorre la mentalità giusta, da imprenditore. E come tutte le mentalità, non è sufficiente proclamare: ma coltivarla. E credo (o spero? Be’, procediamo!), che coltivare la mentalità imprenditoriale significa anche studiare come darsi degli stimoli. Altrimenti si scivola nell’apatia, nell’indifferenza, ci si rassegna, insomma.

Quanto guadagna un autore indipendente (cioè IO)?

Adesso affrontiamo il punto della situazione. Io utilizzo due piattaforme: KDP di Amazon e StreetLib. Nel primo ho pubblicato “Insieme nel buio” che di recente ha visto una nuova copertina. Oltre a questo l’ho messo in offerta speciale, anzi no: per due giorni l’ho regalato. Come è andata?

Gli utenti hanno scaricato oltre 70 copie (76 per l’esattezza). Nei giorni successivi sono riuscito a vendere 5 copie (il prezzo è di 1,99 euro). Siccome è disponibile anche il servizio Kindle Unlimited, qualcuno ne ha approfittato.

Amazon kindle unlimited

In totale su Amazon ho maturato royalty per 3,35 euro.

royalty guadagnate

Su StreetLib?

Dall’inizio dell’anno sino al 15 giugno ho venduto 20 copie digitali della mia Trilogia delle Erbacce, così suddivise: 19 in Italia, 1 in Germania.

mappa mondo

Quanto ho maturato? 28,07 euro.

totale revenue

Lo scopo di questo post non è solo di mostrare quello che guadagno (come vedi: poca roba).

Ma, come ho scritto all’inizio, di stimolare il sottoscritto a reagire.

So che la Trilogia delle Erbacce merita maggiore fortuna; di realizzare più vendite. Per riuscirci mi devo inventare qualcosa. E il “qualcosa” vuol dire più lettori di questo blog: e attenzione. Non visite, ma proprio lettori, gente che legge i post dall’inizio alla fine.

E lettori e lettrici che siano interessati non solo a post come questo; ma pure al resto. Però non credo proprio che abbia senso scrivere: “Guarda, devi fare così”. Occorre semmai agire, non annunciare di agire o di volerlo fare.

Sono consapevole che il lettore, quello che per esempio ama Raymond Carver, non gliene importa un fico secco, per esempio, di questo post. Zero assoluto.

Lui vuole emozionarsi. E a quanto mi dicono, la Trilogia delle Erbacce emozioni ne regala. Ma il come è tanto per cambiare, un altro paio di maniche.

Il problema della mentalità

Quello che però posso affermare adesso, è che molto spesso la mentalità di un autore indipendente è:

Pubblico & attendo.

Peccato che non funzioni mai. Non possa proprio funzionare. Non c’è alcun complotto, solo che non può funzionare. Ormai gli autori che si autopubblicano sono… migliaia? Quelli che aggiornano con regolarità il proprio blog con contenuti interessanti sono… centinaia?
Quindi non è possibile ricavare dalla vendita delle proprie opere i soldi per 3 pizze all’anno semplicemente ricorrendo alla strategia del:

Sono su Amazon

Se scegli di essere un autore indipendente oltre alla scrittura devi per forza abbandonare questa mentalità da dipendente, e adottare quella da imprenditore. Mi spiace ma non c’è altra soluzione.

So che pensi, perché lo pensavo pure io.

Ma io voglio solo scrivere

Va bene. Auguri. Però devi anche fare una scelta ulteriore. Devi pensare al destino delle tue opere. È ovvio che debbano essere di grande qualità, non c’è nemmeno il bisogno di scriverlo o ripeterlo.
Ma non basta. Alcuni immaginano che insistendo, vale a dire pubblicando più opere, alla fine qualcosa succederà (e arriveranno i soldi per le famose 3 pizze).
È possibile. Però io non ci conterei molto.

Esatto: devi scegliere che cosa fare. Vale a dire: vuoi essere un autore indipendente che pubblica e basta?
Oppure un autore indipendente che affronta la faccenda come se fosse (e lo è) un’impresa? Nel senso di impresa imprenditoriale, ovviamente.
Qui non posso esserti di aiuto. Scegli tu.

Scegli che cosa sei

Puoi decidere di essere un autore che pubblica, e vende quel poco che può, grazie al passaparola, al caso. Ci sta. Moltissimi non fanno altro perché non possono, non hanno tempo. Scrivono nei ritagli di tempo e per esempio se hanno un blog, lo aggiornano di tanto in tanto. Hanno un lavoro, la famiglia, degli impegni. Hanno pure un buon talento, ma non possono; e poi non si sentono tagliati per fare altro. Marketing, pubblicità, eccetera: proprio non se la sentono.

Poi, ci sono quelli che decidono di essere qualcosa di differente. Smettono di attendere il colpo di fortuna e decidono, ora, di creare con le loro proprie mani la loro fortuna.
Iniziano per esempio a investire in un grafico per la copertina del loro libro.
Scelgono un editor per curare il contenuto della loro opera.
Cercano di capire come usare alcune strategie di merketing per arrivare a più persone possibili. E molto altro ancora.

Ma prima di tutto abbandonano la mentalità da dipendente, per quella da imprenditore. Ogni costo che affrontano è una spinta a fare di meglio per arrivare (almeno), a coprire l’investimento. Non è una mentalità che si crea in 5 minuti. Si tratta in realtà di un modo di affrontare il proprio mestieraccio della scrittura con piglio e occhi radicalmente differenti. In poche parole: addio alla strategia dell’attesa (del miracolo; del colpo di fortuna).
Benvenuta strategia dell’attacco, della voglia di fare e di riuscirci, di cadere e rialzarsi, di sbagliare e dall’errore imparare a fare sempre di meglio, sempre di meglio.

A te la scelta.


Scopri cos’è la Trilogia delle Erbacce. Leggi la pagina del blog dedicata!

16 thoughts on “Caso studio: quanto guadagna un autore indipendente

  1. Come no! Io non vendo ancora niente! 😛
    Attenzione che anche i lettori del blog non sono sempre acquirenti dell’ebook. Tanto è vero che ci sono persone che vendono, e bene, l’ebook, senza avere più lettori dei tuoi. Come fanno? Eh, questa è una gran domanda!

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  2. Dei primi due romanzi ho venduto quasi subito oltre cento copie poi tutto si è fermato, però ogni tanto vendo una copia. Del terzo romanzo ho venduto meno di venti copie prima di toglierlo dagli store per passarlo alla CE con la quale però non so quante copie sono state vendute ma è arrivato nella Top 100 di Amazon e credo quindi siano numeri rispettabili. Del thriller scoprirò le vendite più avanti…

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  3. Quanto ho venduto dei miei quattro libri?
    Su smashwords 11 ebook per 11,85€ oltre 762 download gratuito del quinto
    Createspace 10 carta per 2,20£ e 7,46€
    KDP 10 ebook per 0,86£ e 6,71€
    totale 31 tra ebook e carta per royalties 3,06£ e 26,02€
    Soddisfatto? Sì, visto che non promuovo nulla. Piccoli, piccolissimi numeri ma non so chi li abbia comprati :D. Di certo non parenti.

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  4. Certo. Felicissimo. 6 copie di “Certe incertezze” e 4 copie e 2 prestiti tramite Kindle Unlimited di “Sai correre forte”. Sono al top della gioia, ma è pure vero che non so fare marketing, si tratta di mainstream che è un genere complicatissimo da vendere. Se il prossimo che esce vendo 10 copie mi ubriaco 😀 .

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