Kobo e Marco Freccero: come è andata a finire?

 

Un po’ di tempo fa ho pubblicato un articolo dal titolo: “Kobo e i lucchetti digitali: un chiarimento”. Non starò a ripetere che cosa era successo, ma allora avevo scritto che prima o poi aveva aggiornato i miei lettori per delucidarli a proposito della faccenda. Della sua evoluzione.

È il momento di spiegare come è andata a finire.

Solo DRM Social

C’è da tenere in conto che c’è un problema, sempre.
Lassù, in alto, c’è Amazon che fa quello che vuole, e ovviamente preferisce gli ebook che per esempio pubblicano solo con la piattaforma di Jeff Bezos (non è così: Amazon predilige chi realizza grossi numeri, non “gli autori autopubblicati”. Se fai grossi numeri e sei autopubblicato probabilmente sei trattato meglio di quanti invece vendono poco. Ma ci siamo capiti, giusto?).
Poi ci sono le altre piattaforme, e ciascuna di esse tira la poca acqua che Amazon non ha drenato al loro piccolo mulino. E Kobo non fa differenza.

Alla fine StreetLib ha trovato la soluzione. Ha chiesto e ottenuto da Kobo la disattivazione delle copie dei miei ebook privi di protezione DRM. Adesso su questa piattaforma sono presenti i miei ebook con DRM Social. Che non è Adobe, per fortuna, e non è invasiva. Per capirci: è la stessa protezione che trovi sugli ebook di Iperborea.

In pratica sul file viene scritto il tuo nome e cognome, e il tuo indirizzo email.

Fine.

Il risultato? Adesso su Kobo i file della Trilogia delle Erbacce non sono più “doppiati”, ma singoli.

 

piattaforma kobo

La domanda delle 100 pistole

Non è incredibile? È ferragosto e io pubblico post: sarò matto?


 

10 thoughts on “Kobo e Marco Freccero: come è andata a finire?

  1. Io non so neanche cos’è il DRM social…ma se Streetlib ha sistemato le cose vale anche per tutti gli autori Streetlib? No perché io su kobo ho fine dell’estate con la vecchia e la nuova cover …

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    • Vale solo per me. Dai un’occhiata: ma non ci dovrebbero essere due copertine.
      Il DRM social: si tratta solo del nome e cognome dell’acquirente del file, messo nelle prime pagine, e stop. Quello Adobe impone invece di iscriversi al sito Adobe, e poi ha altre restrizioni che ora non ricordo più (l’ho fatto una volta).

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  2. E’ già tanto che quelli di Kobo non ti abbiamo risposto: “Per aggirare l’ostacolo, cambi la lingua del sito da Italiano ad English.” 😀
    E comunque c’è gente che a ferragosto commenta sui blog, pensa!

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