Video – Dostoevskij amico di Putin: lo leggeresti?

foto marco freccero

 

di Marco Freccero. Pubblicato su YouTube il 10 agosto 2016. Ripubblicato su questo blog il 19 ottobre 2018.

 

Ti piace Dostoevskij?
Ti piace molto Dostoevskij? Bene: ma se fosse vivo al giorno d’oggi, siamo certi che tu lo ameresti?

Buona visione!

 

 

 

Ci sono un sacco di persone che ammirano Dostoevskij. E quando dico Dostoevskij, giù il cappello! Lo considerano un grande e sublime scrittore, però tutto questo entusiasmo per lui mi lascia un po’ perplesso. E per questo ti domando: se fosse vivo e vegeto ora, nel 2016, ne saresti così entusiasta? Io sì, ma tu probabilmente, no. La morte ha questo di positivo: ti rende simpatico a un sacco di persone che, se fossi vivo, ti odierebbe con tutto il cuore e cercherebbe probabilmente, di impedirti di parlare ed esprimerti.

Basta leggere questo libro pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli per capire meglio il modo di pensare di Dostoevskij. E per questo mi spingo un po’ oltre in questo gioco e affermo che se lo scrittore russo fosse vivo, appoggerebbe Vladimir Putin, a spada tratta. Ti starebbe bene?
Sarebbe favorevole alla guerra in Crimea. Lo ameresti ancora Dostoevskij?
Sarebbe favorevole all’intervento armato della Russia in Siria; e tu leggeresti il suo Delitto e Castigo?
Alla notizia che il patriarca ortodosso Kirill avrebbe incontrato il papa di Roma, per giunta gesuita, avrebbe minacciato di gettarsi nelle acque della Neva.
I suoi articoli poi, il buon Dostoevskij amava un sacco le polemiche, sarebbero ripresi e pubblicati sui principali quotidiani europei, scatenando le ire dei giornaloni progressisti come Le Monde, Il Fatto quotidiano o Repubblica che arriverebbero ad annunciare la volontà di non pubblicare più nulla di questo reazionario scrittore russo, amico di un dittatore. E un sacco di gente perbene batterebbe felice le manine al grido di: “Viva l’amore, abbasso Dostoevskij”.
A volte la morte fa proprio bene.

Tutti facciamo finta di avere la mente molto aperta, perché siamo quelli che leggono molto, e questo dovrebbe dimostrare che non ci spaventano affatto le opinioni contrarie alle nostre. In realtà amiamo certi autori proprio per via della loro condizione orizzontale perpetua, cioè sono morti, perché se fossero vivi tutto il colossale castello di chiacchiere sulla libertà di espressione crollerebbe nel giro di poco tempo.

E dimostra anche un’altra cosa, che smonta in maniera definitiva una delle leggende metropolitane più in voga in questi ultimi tempi. Una sorta di feticcio al quale tutti si inchinano perché considerato la soluzione a tutti i mali presenti e futuri. Non si dice forse che la lettura rende le persone tanto buone, e migliori? E che se si legge si diventa tanto sensibili e buonini? E che bisogna insegnare ai bambini a leggere perché in questo modo diventeranno dei bravi cittadini che pagheranno le tasse, non parcheggeranno nella zona di carico/scarico merce, e andranno a votare sempre e comunque?
Tutta fuffa. Io posso scrivere dei capolavori ed essere una carogna formidabile. Dostoevskij ha prodotto alcuni dei migliori libri di tutti i tempi, e aveva delle opinioni assai discutibili su un mucchio di persone. La scrittura, e la lettura, non possono scalfire quello che una persona è. Perché ogni essere umano è un abisso, e la parola esiste solo per celebrare il mistero di quell’abisso, non per comprenderlo, né per colmarlo.

Alla prossima e ora più che mai: Non per la Gloria ma per il Pane.


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11 thoughts on “Video – Dostoevskij amico di Putin: lo leggeresti?

  1. Le idee politiche in genere cozzano con le produzioni letterarie ed è sempre meglio separarle e farci una croce sopra. Quando un artista esprime e si schiera su una determinata posizione ideologica è sempre irritante e dividisivo e a volte mi chiedo perché lo faccia. Lo fa per provocazione o perché istigato dal suo agente o editore?
    Resta il fatto che, secondo me, la letteratura deve prendere le distanze dagli schieramenti di natura politica e ideologica. A quel punto sarebbe auspicabile che lo scrittore si metta a scrivere saggi o si butti in politica.

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    • Vero. Però è interessante dare un’occhiata anche alla “visione” che uno scrittore ha di quanto accade attorno a lui. Uno scrittore non è mai neutrale; anche se tace, anche se evita con cura polemiche o battaglie, è sempre da una parte (o dall’altra).

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      • Sono d’accordo su questo punto. Io mi riferivo a quando l’autore entra a gamba tesa su questioni politiche. Conosco giornalisti e conduttori radio TV così obiettivi che si fatica a capire da quale parte stanno, e questo, secondo me, è indice di grande intelligenza ed equilibrio, anche perché le opinioni, nel corso degli anni, uno le può sempre cambiare e non sono queste che fanno la differenza. È l’opera dello scrittore che resterà per sempre nel cuore del lettore.

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      • A me non piace quando un autore scende in campo, perché inevitabilmente accetta di entrare a far parte di una tifoseria. Quindi lo vedi criticare atteggiamenti altrui che quando in seguito sono adottati dalla sua parte politica, ovviamente, lui tace.

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    • Sì, ma siccome su Dostoevskij (e non solo lui), c’è una generale tendenza a “ripulirlo” e a renderlo molto presentabile (ma lui secondo me non lo desidera affatto), è bene ricordare che idea aveva della Russia e del resto del mondo. E quell’idea (della Russia), è quella che fa la “fortuna” di Putin.

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