Intervista alla scrittrice Antonella Sacco

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Oggi nuova intervista. Questa volta è il turno della scrittrice Antonella Sacco. La ringrazio per aver risposto alle mie domande.

Buona lettura (e grazie a lei della disponibilità).

Chi o che cosa ti ha fatto venire voglia di scrivere? Perché non ti sei limitata a leggere?

Leggere mi è sempre piaciuto moltissimo, fino da quando ero bambina. È uno dei motivi per cui dopo qualche anno ho iniziato ad amare anche scrivere: mi piacevano/piacciono i libri e volevo scriverne anch’io. Questa era l’idea romantica e ingenua. Da allora sono passati molti anni prima che scrivessi qualcosa di compiuto. E, adesso, più che scrivo, più scriverei… Idem per il leggere, comunque. Considero le due azioni le due facce di una stessa medaglia.

Chi plana sul tuo blog (link) e getta un’occhiata alla tua produzione, scopre che alterni non solo romanzi a racconti. Ma che ami cambiare genere: giallo, rosa, romanzo di formazione… E allora: definisci che cosa rappresenta per te scrivere.

Se dovessi definirlo con una parola direi esplorare. Sia per quanto riguarda gli argomenti che i generi che gli stili, mi piace provare a raccontare e a esprimermi in modi diversi. Inoltre scrivendo esploro e scopro anche qualcosa di me.

Scrivere è un’arte che si impara con tanta pratica e tantissima teoria (cioè: si deve leggere moltissimo): ma un blog può essere davvero utile? Non è preferibile scrivere storie, e basta, invece di spremersi la testa per sfornare post? 

Lo sarebbe, sì. Scrivo sul blog solo quando mi va di condividere qualcosa di diverso da una storia. Solitamente sono pensieri o impressioni di lettura piuttosto sintetiche, a volte foto. Spesso i miei articoli sono brevi. Non mi sembra che il blog sia utile come mezzo pubblicitario, però è un’esperienza che mi piace e a cui tengo.

Qual è il tuo rapporto con l’editoria «ufficiale»? La detesti? La ami? E che ne pensi dell’autopubblicazione? 

Per l’editoria «ufficiale» provo indifferenza. Prima di scoprire l’autopubblicazione me ne interessavo, soprattutto in relazione alla possibilità di trovare un editore per i miei scritti (alcuni miei romanzi per ragazzi sono stati pubblicati da editori); da quando mi sono imbattuta, quasi per caso, nel self publishing la ignoro. Trovo l’autopubblicazione una grande opportunità e ne apprezzo molto la libertà. 

Chi è la prima persona che legge quello che scrivi?

Mia madre, ma non sempre. Qualche volta nessuno legge i miei testi prima della pubblicazione. 

Georges Simenon temperava tutte le sue matite, prima di iniziare a scrivere, e sottoponeva moglie e figli a un controllo medico per evitare che si ammalassero mentre era al lavoro su Maigret. E tu? Come avviene il tuo processo di scrittura?

Dipende dai periodi, da cosa scrivo, dal tempo che ho a disposizione. Ho imparato a scrivere in molte situazioni, incluse le sale d’attesa. Dato che scrivo comunque nel “tempo libero” e quindi in modo non molto regolare e continuativo, ogni mio testo necessita di diverse fasi di revisione. La situazione ideale per scrivere, per me, sarebbe in solitudine e la mattina, quando la mente è più fresca. 

Molti affermano che si debba creare una sorta di «lettore ideale», e scrivere avendo in testa proprio lui (o lei). E tu, lo fai? Scrivi avendo in testa un preciso lettore?

Per prima cosa la storia che scrivo mi deve piacere. Altrimenti non riesco a scriverla. E poi, no, non penso a un preciso lettore; mi preoccupo, però, del lettore ipotetico che, forse, metterà gli occhi sul mio testo: cerco perciò di utilizzare le parole e i modi che mi sembrano più idonei a comunicargli ciò che sto raccontando come lo vedo io e come vorrei che lo vedesse. Anche se poi, come sappiamo, ciascuno legge una storia diversa, sia dagli altri lettori, sia da quella che l’autore crede di aver scritto… (Pirandello docet) 

Quanto di quello che scrivi finisce con l’essere scartato?

Difficile quantificare. Ci sono diversi testi a cui ho lavorato, anche per parecchio tempo, che non ho finito per vari motivi e, probabilmente, non finirò mai. A questo gruppo, che è abbastanza corposo, appartengono sopratutto romanzi, pochi racconti. Poi ci sono pagine, capitoli, frasi di romanzi e racconti pubblicati che ho scartato e/o sostituito durante la scrittura (i cambiamenti intercorsi fra la prima stesura a quella finale, insomma). Penso che almeno un terzo, forse più, delle cose che scrivo non è stato e, probabilmente, non sarà pubblicato. 

Secondo alcuni, la stagione d’oro del libro, cartaceo o digitale che sia, è finita. La narrazione ormai è affidata a cinema e serie televisive. Quindi ti domando: come vivi queste trasformazioni? Sei indifferente, preoccupata, oppure incuriosita?

Quando ero giovane andavo al cinema molto più spesso di adesso; le serie televisive di solito non le guardo. Per me i libri, cartacei e digitali, restano il modo migliore per vivere storie e/o per informarmi. Quindi direi che le trasformazioni di cui mi chiedi mi lasciano abbastanza indifferente.

Che cosa preferisci scrivere: racconti o romanzo? E quali sono le peculiarità di ciascuno che ami di più?

Amo scrivere. Se racconto o romanzo dipende dall’idea che mi trovo a inseguire o dall’esigenza (mia personale) del momento. Del racconto mi piace la brevità (amo la sintesi) e il fatto che, spesso, dall’idea alla stesura finale passa pochissimo tempo, proprio perché è un testo breve; i miei racconti sono tutti brevi o brevissimi. Del romanzo mi piace  la possibilità di disegnare/seguire lo sviluppo psicologico dei personaggi (almeno questo è quanto tento di fare) e la sfida rappresentata dal gestire i fili di un intreccio.

Parlaci delle influenze letterarie che hai avuto, degli scrittori che ami.

La maggior parte degli scrittori che amo e che probabilmente mi hanno influenzata sono quelli che ho divorato da giovane, anche se alcune cose le ho rilette anche negli anni. Fra tutti un posto d’onore va a Pirandello e a Buzzati, e, prima che a loro, a Salgari; poi Sartre, Pavese; Dostoevskij, Greene, Chandler, Böll, Remarque, Calvino; più recentemente Saramago, Serrano, Le Guin, Asimov. Credo che i primi due che ho citato siano anche quelli che hanno influenzato di più la mia scrittura. Diversi dei miei racconti sono surreali; in alcuni e anche nel romanzo “La grande menzogna” ci sono sfumature pirandelliane.

Vuoi parlarci del tuo ultimo lavoro “Ombre – Racconti inquietanti”? E per il futuro, stai lavorando a qualcosa?

Si tratta di racconti fra il surreale e il fantastico, in uno o due c’è anche una vena di horror (sperimentazione…). Sto lavorando a storie che probabilmente pubblicherò con uno pseudonimo, se arriverò a finirle.


 

antonella sacco scrittriceChi è Antonella Sacco?
Il mezzo più semplice per conoscere la scrittrice Antonella Sacco è visitare il suo blog.
Altrimenti: lascio a lei la parola:

“Laureata in Matematica, ho sempre amato, oltre alla Matematica, leggere e scrivere.

Ho pubblicato alcuni racconti brevi sulla rivista “Ellin Selae” e una raccolta di racconti dal titolo “Lo specchio” con la casa editrice Gazebo di Firenze (1999).

Ho vinto l’edizione 2004 del premio Montessori di narrativa per ragazzi, organizzato dalla casa editrice Raffaello, nella sezione dagli 11 ai 13 anni. Il romanzo è pubblicato nella collana Il Mulino a Vento con il titolo “Un evento memorabile”.

Sono stata finalista all’edizione 2005 del premio Loria con il racconto inedito “Fuga”; il racconto è stato pubblicato da Edizioni APM di Carpi e si può leggere anche nell’ebook “Tre brevi storie con delitto e altri 9 racconti”.

Il mio romanzo per ragazzi dal titolo “La torre della Papessa” è stato pubblicato nella Serie Arancio de Il battello a vapore (Piemme) nel mese di Aprile 2011.

Il mio romanzo per ragazzi dal titolo “Lidia, che detesta la Matematica” è uscito per i tipi di Scienza Express alla fine di Giugno 2013.

Nel giugno 2014 è uscito per Il Villaggio Ribelle (David and Matthaus) nella collana I Gufi  “Carolina Lucrezia, William e le stelle”, racconto per ragazzi fino ai 12 anni.

Ho pubblicato anche diversi ebook tramite Amazon Kindle, come self.

Si tratta di alcune raccolte di racconti:

Lo specchio: 27 racconti

Tre brevi storie con delitto e altri 9 racconti

Un grande fuoco: 10 racconti brevi

Racconti brevi” * gratis su tutti gli store online

Ombre

Le fiabe di Miss Frances” (per bambini)

 e di alcuni romanzi e romanzi brevi:

Il prossimo best seller

Piangere non serve

Fantasmi in bottiglia” (per ragazzi * disponibile su tutti gli store)

La grande menzogna

Agnes

La scommessa

Chiedi scusa (per ragazzi)”.

4 thoughts on “Intervista alla scrittrice Antonella Sacco

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