Libri da regalare a Natale? 12 titoli per chi ama scrivere

foto marco freccero

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 28 novembre 2018.

 

Che libri vuoi regalare a Natale? A te stesso, oppure agli altri. Ma magari a te stesso, sì.

Cosa c’è di meglio allora che concentrare la propria attenzione non sui romanzi oppure sulle raccolte di racconti; bensì su alcuni titoli che ci prendono per mano e ci conducono all’interno dell’officina dello scrittore. Per scoprire come riesce a creare quelle storie che ci piacciono in modo così smisurato.

Per questo ho raccolto 12 titoli dedicati a chi ama scrivere, ed è sempre curioso di sapere “come fanno” gli scrittori a comporre quelle opere.

 

1) On Writing di Stephen King

Uno degli scrittori più popolari al mondo, le cui opere hanno visto riduzioni per il cinema e per la televisione, ha scritto questo ottimo libro sulla scrittura. Per alcuni vende troppo per essere un vero scrittore: si chiama invidia, questo atteggiamento. Io lo invidio, per esempio, ma credo che venda perché… È bravo: fine. Altri dicono che la sua vena si è un po’ inaridita col trascorrere del tempo. Può darsi, anzi credo che sia ovvio e del tutto naturale; ma resta un maestro.

Al di là dei consigli pratici che elargisce (niente forme passive; l’avverbio è il nemico pubblico numero uno di chi scrive; eppure è lo stesso King a trasgredire questa regola), è una magnifica lettura. L’onestà e la franchezza che balza fuori da queste pagine sono a dir poco sorprendenti, perché King dimostra, nonostante i soldi a palate che ha fatto nel corso degli anni, una qualità che tanti autori non hanno: l’umiltà. E insegna soprattutto a interrogarsi sul perché scrivere. No: farlo per soldi non è sufficiente, anzi. Ti sembra un atteggiamento bizzarro, o ipocrita? Leggi questo libro e secondo me cambierai idea. “On Writing” è uno dei libri da avere sempre a portata di mano, da consultare, anche solo per pochi minuti.

2) Nel territorio del diavolo – Sul mestiere di scrivere di Flannery O’Connor

Una delle più importanti scrittrici statunitensi di racconti del Novecento. Citata da Kurt Vonnegut, Raymond Carver, Joe Lansdale, Bruce Springsteen, Bono degli U2, Kenzaburō Ōe (Nobel della letteratura). Forse chi prenderà in mano questo suo libro resterà spiazzato nel trovare, all’inizio, un capitolo dedicato… ai pavoni. E potrebbe pensare che si tratti di uno scherzo: sia il mio consiglio, che il libro. No. 

Di rado ho trovato in chi scrive una tale lucidità nel giudicare e spiegare il mestiere della scrittura. Questo libro di Flannery O’Connor dovrebbe essere letto da chiunque decida di scrivere; in seguito potrà anche essere in disaccordo, mandarla al diavolo. Ma oltre alla lucidità, questa scrittrice mostra una capacità di andare al “nocciolo” delle cose, che lascia senza fiato. Lei indica davvero qual è la posta in gioco, che cosa vuol dire raccontare storie.

Tutto questo con una facilità e uno sguardo acuto da lasciare sovente allibiti e disorientati. Dopo la lettura di questo libro, ciascuno faccia un po’ quello che vuole. Ma almeno avrà compreso che la scrittura, al di là della retorica con la quale viene spesso “travestita”, è solo un mestieraccio. E per farlo, e per farlo davvero bene, occorre avere una forte motivazione, capace di resistere a sconfitte e sollecitazioni non richieste (magari anche degli editor, o del pubblico).

3) Il mestiere di scrivere di Raymond Carver

Per me i racconti di Carver sono stati un’illuminazione, talmente potente che posso affermare: c’è stato un prima, e un dopo. Purtroppo li ho scoperti tardi, e me ne pento amaramente, ma ormai è inutile piangere sul latte versato, come si dice. Quindi dopo averli letti tutti, sono passato ai libri che ha dedicato alla scrittura. Che cosa c’è in questo piccolo e prezioso libro?

Indicazioni su come scrivere un racconto; su quanto sia essenziale nel mestiere di scrivere la scelta della giusta parola; l’arte della concisione, ma io preferisco affermare: l’arte della sobrietà. E ci sono anche degli esercizi di scrittura creativa, al termine del libro.

Lui non stroncava mai nessuno; quando un giovane gli proponeva la sua prima, acerba opera, lo incitava a proseguire. Lui sapeva come vanno le cose: a fermare tanti autori ci pensa sempre la vita. Questo scrittore statunitense dimostra quanta bellezza c’è nella parola.

Ecco perché alla fine di una dura giornata di lavoro lui non rinunciava a scrivere, ma approfittava di ogni istante per raccontare le sue storie straordinarie di persone ordinarie. E dalle pagine di questo libro traspare una capacità di ascolto e attenzione agli altri, alla vita, che sono il “segreto” del successo di questo scrittore. È lì la chiave per capire come si raccontano le storie: mettendosi in ascolto, senza alcuna pretesa di insegnare, ma solo col desiderio di imparare. Perché se uno scrittore non impara qualcosa dalla storia che scrive, sarà un ottimo predicatore e uno scrittore poco memorabile. 

4) Lettere sulla creatività di Fedor Dostoevskij

Lo sai che il buon Fedor cercava di piazzare i suoi libri? Come? Ma presentandoli all’editore. Cercando di vendere la sua idea nel modo migliore. Questo piccolo libro, molto economico tra l’altro, aiuta a conoscere meglio questo immenso scrittore russo, le sue idee, e letture. In questo caso siamo alle prese con la corrispondenza di Dostoevskij con il fratello, editori, conoscenti, amici o amiche, ma pure perfetti sconosciuti.

Pure in questo caso ritengo che il buon Fedor, se vivesse ai nostri giorni, avrebbe un blog. Era un tipo che amava troppo la polemica per starsene tranquillo e mogio in un angolo, e avrebbe usato il blog per esprimere il suo punto di vista su tutto un po’.

Qui forse troverai qualche spunto per produrre contenuti destinati al tuo blog, per comprendere come creare l’ambiente ideale (sul tuo blog, certo), per accogliere persone che di te non sanno assolutamente nulla. E ricorda questo: lui aveva il coraggio delle opinioni impopolari, andava controcorrente quando in tanta parte della Russia (per esempio), si proclamava che il futuro era solo del socialismo. Tu avrai il coraggio di osare, oppure preferisci seguire il corso della corrente?

5) Né per fama né per denaro di Anton Čechov

Con Čechov si va sempre sul sicuro, e questo si sa; è una delle poche certezze a questo mondo. 

Il libro (disponibile anche in digitale) unisce due precedenti pubblicazioni di Minimum Fax: “Senza trama e senza finale”; e “Scarpe buone e un quaderno di appunti: come fare un reportage”. Forse tu potresti essere interessato solo alla prima parte, perché pensi che lì ci siano gli spunti più interessanti per chi desidera scrivere. Che errore.

In realtà pure la parte dedicata al reportage contiene una serie di consigli ugualmente molto interessanti, che possono essere di grande aiuto. Riflettici in attimo. Un reportage vuol dire una serie di articoli predisposti per una rivista. E le impressioni che Cechov condivide col lettore sono oro puro per chi desidera imparare l’arte della scrittura. Cechov è prezioso, è da leggere.

6) Consigli a un giovane scrittore di Vincenzo Cerami

Cerami è stato non solo scrittore ma anche sceneggiatore per il cinema, la televisione, e ha lavorato per la radio e il teatro. Questa sua poco comune versatilità rende questo libro uno dei più importanti.

Il futuro della scrittura, ormai è chiaro anche ai paracarri, non è più solo nella carta (o nel digitale). Probabilmente tenderà sempre di più a mescolarsi con altri media generando prodotti ibridi che faranno storcere il naso ai puristi. Pazienza per il suddetto naso: ma il mondo gira, bellezza! Vincenzo Cerami proprio per la sua esperienza maturata nel cinema, in radio, in televisione, offre al lettore una serie di utilissime indicazioni su come affrontare i differenti media.

Alcune considerazioni potrebbero apparire ovvie, ma gli errori che si riscontrano anche nella semplice scrittura delle prime pagine di un racconto, di un romanzo, indicano che esiste, purtroppo, una totale indifferenza (ignoranza?) delle più elementari regole su come affrontare la scrittura. Se poi il tuo desiderio è produrre storie “ibride” (radio, teatro, e chissà cos’altro in futuro), questo testo potrebbe essere interessante per iniziare ad avere una panoramica del lavoro che devi affrontare. Cerami in questo libro ricorda un aspetto sovente dimenticato: la scrittura è artigianato. Quindi rimboccati le maniche e datti da fare: come? Leggendo questo libro, tanto per cominciare.

7) Italiano – Corso di sopravvivenza di Massimo Birattari

Come si può intuire dal titolo, questo è un libro un po’ particolare. E punta tutta la sua attenzione sulla “materia prima” di chi racconta storie: la lingua italiana. Non ci troverai quindi nemmeno un consiglio, un’indicazione, su come scrivere, o creare dialoghi.

Senza toni pedanti o accademici, l’autore (ha tradotto scrittori del calibro di Paul Auster), prende per mano chi legge e lo inoltra nell’insidioso territorio della lingua italiana; che la maggior parte di noi è persuaso di conoscere a menadito. Praticamente tutto viene affrontato: accenti, apostrofi, i falsi amici, le parole straniere, la punteggiatura, i segni che segnalano il dialogo. Si tratta quindi di una grammatica? Niente affatto.

È un’opera che semmai spiega e dimostra quanto sia viva, vitale e bella la lingua italiana; e per questa ragione occorra conoscerla per poter ricavare dalle sue quasi infinite risorse, quell’energia in grado di rendere potenti le proprie storie. Se accanto a questo libro si tiene a portata di mano un buon dizionario della lingua italiana, e uno dei sinonimi e contrari, probabilmente si è invincibili. 

8) Lavoro, dunque scrivo! di Luisa Carrada

Questo è uno dei testi più interessanti in commercio di questi tempi. Che tu scriva libri, oppure blog (e se scrivi libri ti assicuro che avrai bisogno eccome di un blog), hai bisogno di creare dei testi corretti ed efficaci.

Il libro di Luisa Carrada (da non scordare il suo blog “Il mestiere di scrivere”, con quasi 2000 post tutti da leggere!) è la risorsa forse più completa e interessante, che devi avere per forza. Praticamente ogni aspetto della scrittura viene affrontato; dalla sua “trasformazione” (ormai la scrittura grazie alla Rete è davvero diventata liquida), ai ruoli professionali investiti dal nuovo che avanza in modo inesorabile. Per esempio: non solo editor, ma editor – curator perché ormai un testo, liberato in Rete, si mescola, diventa ibrido, contamina e si fa contaminare.

Tutto questo è raccontato con saggezza e un linguaggio semplice ma che di sicuro aiuterà chiunque a scrivere in modo più sobrio e proprio per questo: efficace.

9) Per me non esiste altro di Bernard Malamud

Il grande scrittore statunitense de “Il commesso” e “L’uomo di Kiev” si svela in questo libro. Come si può capire, è una raccolta di interviste, o brani di interviste, ma anche di lezioni, durante le quali Malamud spiega che cosa rappresenti per lui la letteratura, e perché scrive.

Per questo autore si trattava sì di un dono, di una benedizione, ma forse proprio per questo era capace di recare con sé tormento e dolore. Malamud non fa sconti, anzi: mette in guardia i giovani abbacinati dalle mode letterarie e dalle sirene del successo. Sono ben pochi coloro che con la scrittura possono fare la bella vita, ma se si scrive bene un modo decente per vivere con la scrittura si troverà, ci dice Malamud. E poi? E poi: consigli utili sul punto di vista, su come costruire trame, come evitare tutto ciò che non va, il numero di stesure da portare a termine prima di mettere la parola “Fine” alla propria opera. 

10) Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere di Giuseppe Pontiggia

Questo scrittore è stato tra i primi in Italia (o forse il primo?), a introdurre una scuola di scrittura a Milano. È scomparso da qualche anno ma l’avventura della sua “creatura” continua. Questo libro di fatto trascrive le conversazioni sullo scrivere che Pontiggia tenne sul canale radiofonico della Rai. Ma il link appare rotto, e non sono riuscito a ritrovare la pagina. Ecco il link (grazie a Barbara Businaro di Webnauta).

Come puoi immaginare l’importanza di queste conversazioni, la ricchezza che vi è contenuta, è davvero impressionante. Pontiggia con un tono sommesso, curato ma fermo, svela i piccoli segreti che uno scrittore utilizza quando si mette a scrivere. Ho scritto “segreti” ma non devi immaginare chissà quali misteriose vie al successo contengano. Proprio perché Pontiggia sa benissimo quanto rigore e fatica richiede la scrittura, non parla praticamente mai del successo; semmai mette in luce l’impegno che la parola pretende quando si sceglie di farla diventare il perno attorno al quale far ruotare la propria esistenza. 

11) La scrittura a 4 mani di Morena Fanti e Marco Freccero

Se sei per caso interessato alla scrittura a 4 mani: ecco un agile ebook che ti permetterà di capire come riuscire a “salire a bordo” della mirabolante avventura della scrittura a 4 mani per… scenderne vivo e vegeto (o vegeta)! Un autore sono io, l’altro è la scrittrice Morena Fanti, con la quale ho scritto un romanzo a 4 mani. Da quell’esperienza è nato appunto questo titolo.

12) La scrittura è difficile di Marco Freccero

Doppio conflitto di interesse? Non solo consiglio un mio ebook (poco sopra)… Ma raddoppio! Ebbene sì. Anche in questo caso si tratta di un ebook dove ragiono sulla scrittura. Non sono rivelati segreti o trucchi: niente del genere. Solo quello che è la scrittura. Per davvero.

Libri da regalare a Natale: hai dei consigli?

Se poi hai ancora degli altri consigli e titoli da indicare: fallo pure senza paura nei commenti.

Grazie.


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10 thoughts on “Libri da regalare a Natale? 12 titoli per chi ama scrivere

  1. Sono tutti libri da regalare a chi vuole scrivere, consiglierei quelli di Marco Freccero comunque 😉
    Altro libro da regalare a Natale potrebbe essere Mi sa che fuori è primavera di Concita De Gregorio tratto da una storia vera, una tragedia umana enorme che non lascia senza speranza…

    Mi piace

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