Come convincere i lettori a scommettere sul self-publishing?


foto marco freccero

di Marco Freccero. Pubblicato il 15 gennaio 2019.

Non è facile, né è semplice. Che cosa?
Convincere le persone a leggere un autore (o un’autrice) che si autopubblica. Sì; possiamo lasciare fare al tempo.

Prima o poi le persone capiranno che è possibile eccome scrivere un libro (o meglio: più di uno) di qualità anche se non ha il “timbro” di una casa editrice. In un lasso di tempo abbastanza breve avremo un discreto numero di scrittori che si autopubblicano che NON vogliono lavorare con la casa editrice.

Oppure: lo faranno ma da pari a pari. Tratteranno con essa. Accetteranno (magari) che sia lei a preoccuparsi della pubblicazione cartacea.
Tutto questo accadrà, prima o poi (più prima che poi). Nel frattempo: come convincere i lettori a scommettere sul self-publishing?

Come convincere i lettori a scommettere sul self-publishing?

Se la risposta esiste da qualche parte, e di certo esiste, non è per nulla semplice. Questo l’ho imparato bene.

Altra cosa che ho imparato? Non se ne esce da soli. In fondo il “bello” dell’editoria alla vecchia maniera (se possiamo definirla in questo modo), è che tu potevi anche vivere in un bosco, su un’isola, senza telefono, e se eri bravo e avevi una casa editrice seria, pensava a tutto lei. 

Adesso questo essere eremita, benché abbia un fascino indubbio e piaccia (a me per esempio piace un sacco), potrebbe non condurti da nessuna parte. Ovviamente non dico che devi diventare sociale: è una scelta. Però ti invito a riflettere su questo punto: probabilmente l’orso (inteso come il tipo che se ne sta per i fatti suoi), sulla Rete non andrà molto lontano. Soprattutto se racconta storie.

Quindi?

Un po’ di tempo fa lo scrittore Jacques Oscar Lufuluabo mi ha contattato su Facebook per propormi un progetto. Il progetto è semplice (almeno sulla carta, ma tu sai che non esistono progetti “semplici”, vero?), e parte da un’idea. 

Esiste una platea di lettori che non conosce, o sa poco o nulla di autori che si autopubblicano. In parte perché non ne sa proprio niente; in parte perché in passato ha avuto esperienze poco felici. 

Che cosa si può fare con essi? Lasciare che il tempo, senza fretta, alla fine li convinca che in questo oceano di autori che si autopubblicano ci sono anche delle voci interessanti? 

No.
Meglio passare all’attacco.

Un nuovo gruppo su Facebook

Per cercare di trovare una soluzione su Facebook è nato il gruppo “Noi leggiamo Self, ma di qualità”.

testata Noi leggiamo self ma di qualità
E già vedo il taglio delle tue labbra piegarsi verso il basso mentre in testa si formula la frase: 

“UN ALTRO? UN ALTRO?”.

Di questo gruppo io sono uno dei moderatori; oltre a me e a Oscar, c’è la scrittrice Antonella Sacco e lo scrittore Roberto Bonfanti.
L’obiettivo?
L’obiettivo principale è quello di creare, grazie a un’interazione collettiva, un filtro qualitativo per il Self Publishing.

In fondo tanti gruppi si propongono questo nobile scopo per poi diventare un guazzabuglio di spam, e chiudere i battenti nel giro di qualche mese. Vero.
Un simile gruppo è nato innanzitutto per Autori esclusivamente Self. 

Come recita il regolamento:

“In questo gruppo non si fa auto-promozione, ma scouting letterario. Gli autori possono proporsi con i loro estratti (nei modi indicati di seguito), ma saranno i lettori, con i loro commenti e apprezzamenti, a stabilire chi merita e chi no.”

Ancora (sempre estratto dal regolamento):

“I lettori sono liberi in ogni momento di condividere le proprie letture, purché di autori auto-pubblicati. Quindi se avete letto un libro e vi è piaciuto, potete consigliarlo agli altri con l’hashtag #holettoquestolibro, inserendo sempre titolo e autore. Se volete potete aggiungere la foto di copertina, ma, per evitare lo spam, non sono ammessi link.”

Il resto (del regolamento) lo puoi leggere sulla pagina apposita.

Attenzione: so a cosa pensi. Finirà per essere un gruppo di puro spam. 

Noi cercheremo di applicare un filtro: devono essere autori che si autopubblicano certo, ma la qualità dell’opera deve essere accettabile. Non cerchiamo capolavori, non siamo editori né editor: vogliamo dimostrare che il self contiene delle belle storie scritte correttamente e in buon italiano. Lo spam sarà bandito. Chi entra a far parte del gruppo lo fa perché crede nel self-publishing e nelle sue storie. 

Lo so che “italiano accettabile” è il minimo sindacale, e tu potresti crollare il capo. Ma se tanta gente sta distante dal self-publishing è anche perché in passato si è avvicinata a esso, e ne è rimasta scottata. Posso affermare senza paura che il 90% degli scrittori self ha una conoscenza superficiale della lingua italiana. E puntare invece l’attenzione su quanti sanno scrivere in italiano mi pare sia il minimo sindacale, certo.

Ma rappresenta anche e soprattutto la volontà di stabilire un terreno comune sul quale autori (self) e lettori possano incontrarsi. Superando certe idee (da parte dei lettori), spesso nate proprio dalla lettura di scritture mediocri. Il gruppo ha come fine proprio l’incontro. Proporremo nomi e cognomi, e uno stralcio dell’opera (l’incipit). Stop. 

Il lettore darà un’occhiata, magari gli piacerà quell’incipit; si segnerà da qualche parte quel nome e cognome. Be’, ti pare poco? Il tuo pubblico lo costruisci giorno dopo giorno, un lettore dopo l’altro. 

Difficile, ma affascinante.

Ci saranno contest e altre iniziative (stiamo partendo, quindi non tutto è definito, ma molto avverrà nelle settimane, nei mesi futuri). Dovremo vigilare per evitare (per esempio), che qualcuno si intrufoli per spammare (io prevedo che avverrà eccome, per questo sarà necessario intervenire e impedire o bloccare). Il nostro scopo non è di creare un gruppo ristretto; vogliamo essere un gruppo ristretto che dialoga e costruisce ponti coi lettori. E lo fa mettendo dei paletti, dicendo dei no, facendosi dei nemici. (Anche di questo sono quasi certo che si verificherà).

Il tempo porterà consiglio e ci dirà che cosa deve essere migliorato; per questo ho scritto questo post. Per pubblicizzare la nascita di questo gruppo e vedere l’effetto che fa. 

A questo punto che cosa posso aggiungere ancora? Ah, ecco: a dare un’occhiata al gruppo “Noi leggiamo Self, ma di qualità”, tanto per iniziare.

22 pensieri su “Come convincere i lettori a scommettere sul self-publishing?

  1. Conoscendo la serietà di Oscar e la tua auguro un gran percorso a questo nuovo gruppo. Soprattutto agli autori meritevoli che proporranno i loro testi.

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  2. Conosco e apprezzo Oscar come scrittore e plaudo alla sua iniziativa. Il suo nome è una garanzia, crede nel self-publishing perciò mi sono iscritta al gruppo per collaborare come meglio potrò

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  3. È stata una bella idea creare questo gruppo, come sai sono già iscritta su invito di Nadia. Cercherò di essere attiva e di suggerire dei bravi autori self che conosco…

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  4. Sono già nel gruppo, ma ancora non mi prendo del tempo da dedicare ai social in generale. Lo so che non faccio bene (l’orso, eccetera…). Le premesse dello specifico gruppo, però, mi piacciono molto. Adesso che ne so qualcosa in più, già mi sembra un gruppo meno anonimo. Di solito questo è un primo passo promettente. 🙂

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  5. leggo e non dico nulla. Posso?
    Motivo non sono su FB né intendo andarci.
    Il gruppo è interessante e composto da persone serie. Complimenti e fatte uscire il self dal ghetto

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  6. Ciao Marco,
    scusa se entro in casa tua senza aver ricevuto l’invito ufficiale su pergamena arrotolata con sigillo di ceralacca 🙂
    Mi piace molto la trovata del gruppo self di qualità.
    Che faccio? Vengo anch’io? (pregasi evitare risposte alla Jannacci)

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