Il miracolo di padre Malachia (Video)


 

Un romanzo di uno scrittore scozzese un tempo molto famoso, oggi completamente dimenticato.

Buona visione!

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Può un miracolo, ma un miracolo autentico, con tanto di testimoni autorevoli, servire a qualcosa? Può spingere le persone a interrogarsi sul genere di vita che porta avanti ogni giorno?
Oppure?…

“Il miracolo di padre Malachia” è un romanzo dello scrittore scozzese Bruce Marshall pubblicato nel 1931. In Italia è stato ripubblicato da Jaca Book abbastanza di recente con la traduzione di Gilberto Forti. Su questo canale ho parlato di un suo altro romanzo: “Candele gialle per Parigi”.

Di che cosa parla questo romanzo?
Di padre Malachia, un monaco benedettino che viene spedito a Edimburgo per aiutare i suoi colleghi nel canto gregoriano. Lì, proprio di fronte alla parrocchia c’è una sala da ballo che, come si può intuire, non piace proprio per nulla. Perché si sa che cosa succede nelel sale da ballo, vero?

Una sera, padre Malachia chi incontra? Un ministro della chiesa riformata scozzese, un tipo moderno che non crede ai miracoli, ma nemmeno ai Vangeli o alla Bibbia, perché il mondo corre, va avanti, e chi si ferma è perduto e chi crede ancora alle favole della Bibbia sarà spazzato via. E padre Malachia, di fronte a una tale sicurezza si lascia scappare una promessa. È pronto, la sera seguente, a spostare la sala da ballo nel luogo che indicherà il ministro della chiesa riformata scozzese.
Che imprudenza.

La sera dopo padre Malachia si presenta con un paio di preti che sanno della sua folle idea. E pure il ministro protestante, che chiede di spostare la sala da ballo sulla Bass Rock. Il monaco benedettino inizia a pregare. E prega.
E la sala da ballo, chiamata “Il giardino dell’Eden”, si stacca dal suolo, e vola via.

Per depositarsi, con tutti i suoi clienti e orchestra, sulla Bass Rock.

Le conseguenze però sono assai bizzarre. I proprietari della sala da ballo, innanzi tutto, chiedono ai preti e al monaco di essere rimborsati perché hanno subito un danno enorme.
I giornali tutti si scagliano contro questi cattolici che cercano di imporre alla Scozia, libera da secoli dal tallone del Vaticano, le loro superstizioni.

Qualcuno, un imprenditore, cerca di convincere il padre Malachia replicare questo straordinario numero di magia all’interno di uno spettacolo magari itinerante.

La stessa Chiesa cattolica è perplessa di fronte a un tale avvenimento. D’accordo, c’erano i preti, c’era il prete protestante, e poi tutte le persone che sono entrate in una sala da ballo a Edimburgo per uscire da un’altra parte. Quindi i testimoni ci sono. Sono tanti e non sono ubriachi. Però un miracolo come questo è un affare troppo grosso. Per chiunque!

Bruce Marshall costruisce una storia godibile e divertente, ma che ha il pregio di affrontare il cinismo che già si respirava agli inizi del Novecento in Scozia. La Prima Guerra Mondiale era terminata, e lì lui rimase ferito, perse una gamba; si preparava la seconda (e lui avrebbe collaborato con i servizi segreti inglesi in Francia per aiutare la resistenza francese).

Con questa storia semplice ma ben costruita, Marshall sembra indicare una modernità che ha come qualità quella di sostituire i “semplici fatti” con l’ideologia imperante. Con l’ideologia del gruppo al quale si appartiene. Non conta quanto accade, non conta più nulla. Quello che conta è se si armonizza, oppure no, all’opinione comune. E se l’opinione comune dice “Verde”, tutto è verde. E guai a chi dice “Bianco”.

Probabilmente c’è anche dell’altro. Bruce Marshall sembra affermare che un mondo con un tale cinismo e disincanto, non può stupirsi più di nulla, non sa nemmeno cosa sia lo stupore perché tutto produce stupore: il cinema, l’elettricità, gli aerei, la tecnologia insomma è fonte quasi quotidiana di meraviglia e sorpresa.

La strada da percorrere è un’altra. Per questo conviene rimettere le cose a posto, e inventarsi magari dell’altro…

Alla prossima e come sempre: Non per la gloria, ma per il pane!

12 pensieri su “Il miracolo di padre Malachia (Video)

  1. Per questa sua trama fantasiosa (un intero edificio che si sposta solo pregando?? maddai!), mi ricorda due libricini carini del nostro Mauro Corona: Una lacrima color turchese (in un paese di montagna il giorno di Natale la statua di Gesù Bambino scompare da tutti i presepi, e via via da tutti i presepi del mondo) e Favola in bianco e nero (sempre nello stesso paesino, l’anno successivo, tutti pronti a scongiurare che Gesù Bambino non scompaia di nuovo, si ritrovano invece con due statuine, una bianca e una nera… diciamo una in più e del colore diverso da quella che c’era già, e se spostano il “doppione” il giorno dopo quello ricompare al suo posto legittimo).
    Fatti incredibili che non sono però il fulcro della narrazione (come lo spostamento dell’edificio), sono l’occasione per dimostrare quanto abbia perso l’umanità… E credimi, per come le ha scritte Corona, sembravano davvero reali… politici e cardinali compresi! 😉

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