Blog per autori indipendenti: perché sì (senza tante storie)


 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 3 giugno 2019.

 

 

 

 

Succede persino a me: che cosa? Di ricevere delle mail da parte di autori indipendenti che mi chiedono non un consiglio (e chi sono io per dare consigli?): ma di inviarmi una copia della loro opera. Il motivo: una recensione, ovviamente. Qui su questo blog, oppure su Amazon (forse è preferibile Amazon; o forse no).

Di solito faccio una breve ricerca. E il risultato è qualcosa che non mi sorprende affatto. Vale a dire: non c’è un blog, non c’è nulla. A volte solo una pagina Facebook, e poco altro. E mi domando per quale motivo queste persone, invece di fabbricare la loro fortuna passo dopo passo, giorno dopo giorno, siano sempre (e solo?), alla ricerca del colpo di fortuna.

Ci sono 2 tipi di autori

Ci sono 2 tipi di autori: quelli che vogliono la casa editrice; e quelli che hanno scelto di essere indipendenti. In entrambi i casi, è necessario emergere, e c’è solo un modo per farlo. Esatto: quello. Sono consapevole che esistono “casi” di autori che con una pagina Facebook riescono a conquistare la vetta di Amazon. Oppure: pubblicano le loro storie su Wattpad e dopo qualche mese annunciano la pubblicazione con una casa editrice.

Il colpo di fortuna accade? Lo so. Per questo lo devi costruire tu, non lo devi cercare al di fuori di te stesso. Non puoi credere seriamente che la soluzione arriverà da fuori, grazie agli altri e soprattutto con un minimo dispendio di risorse.

Perché gli altri sono persone; e le persone non sono interessate a te. O a me. Come ripeto spesso: hanno già tutti i libri che vogliono, non ne hanno bisogno di altri.

E quelli che desiderano scegliere una casa editrice perché a parer loro è meglio: devono rimboccarsi le maniche. 

Che cos’è una casa editrice? Un’azienda: fine. Deve pagare stipendi, collaboratori (spero che lo faccia!), bollette e spese varie. Tutto quello che si discosta da questo conduce al fallimento. Il che non vuol dire che una casa editrice deve per forza effettuare sempre delle scelte favorevoli al mercato.

Ma ignorando sempre il mercato di certo finirà in tribunale. Solo assecondando il mercato potrà anche permettersi delle scelte coraggiose, e per esempio pubblicare opere per un pubblico di nicchia. 

Il pane lo paghi.

L’acqua la paghi.

Per quale ragione una casa editrice non dovrebbe curarsi dei soldi?

(Piccola parentesi: hai notato che buona parte degli editori sono… Ricchi? E secondo te, che cosa vuol dire? Esatto: l’editoria è un affare che per funzionare decentemente bene ha bisogno di capitali. Grossi capitali.

Ci sono 2 tipi di autori: quelli che durano lo spazio di un mattino; e quelli che durano.

Ma entrambi hanno qualcosa in comune: si costruiscono una piattaforma di lettori. 

In quale maniera? È preferibile usare il blog…

Anche se il loro sogno è la casa editrice, NON avere un canale privilegiato di comunicazione con i propri lettori è una scelta che ha a che fare con la follia. Forse è un retaggio dell’idea che raffigura lo scrittore distante, chiuso non so dove, a sfornare capolavori su capolavori.

Se ha mai avuto senso un simile modo di scrivere (e di vivere), di certo adesso possiamo decretarne con sollievo il decesso.

Un blog per conversare

Scegliere di NON conversare con i lettori (molti dei quali potrebbero diventare i tuoi lettori), è una mossa senza senso anche se tu vivessi nel 1866 da qualche parte in Russia, e tu fossi uno scrittore. Basta fare un giro nella corrispondenza di Dostoevskij per capire quanto fosse importante, anche allora, il dialogo con i lettori. Forse più ponderato e lento; ma c’era. 

La conversazione, appunto. 

Adesso, nell’epoca delle reti sociali non può essere molto intelligente raccontare che avere un blog è una perdita di tempo.

Lo è se l’argomento che tratta è il tuo ombelico. 

È invece l’unica mossa da fare se sei un autore indipendente; e una delle mosse necessarie anche se il tuo fine è finire in una casa editrice.

Non c’è magia, c’è solo lavoro

Una casa editrice apprezza molto un autore che abbia già un seguito di lettori; e non c’è nemmeno bisogno di spiegarne il motivo. E il fatto che ogni anno qualche nuovo autore, del tutto sconosciuto, appaia sugli scaffali non rende questo semplice fatto meno reale. 

Gli aerei precipitano, i treni si schiantano; ma noi continuiamo a usarli per viaggiare.

Quello che mi lascia perplesso di taluni autori indipendenti (quanto mi piace usare taluni) è il loro metodo di lavoro, la loro strategia: andare a caccia del colpo di fortuna. Così, semplicemente.

Io ho impiegato un po’ a capire che (per esempio), l’autore abbastanza affermato con la sua pagina Facebook o l’account Twitter NON ti potrà MAI aiutare.

Non perché sia cattivo (anche se spesso è carogna). Ma perché non è affar suo. Non è il suo mestiere. Fine. 

Lo so, lo so: un sacco di autori hanno presentato Sempronio che poi… Come vedi ne sono a conoscenza. Ma questo accadeva quando c’erano le barriere in entrata. 

Adesso hai notato che non ci sono più? Se per caso sei un po’ celebre e hai un blog, oppure sei presente su Twitter, non passa settimana (o giorno?) senza che qualcuno non ti contatti. Perché tu possa offrirgli una mano. E costui, o costei (parlo dell’autore/autrice), non risponde. Ovviamente.

Chi sei? Nessuno. Solo uno dei tanti che contatta un autore più o meno conosciuto.

Hai scritto un romanzo? Sai che novità…

Il tuo futuro si costruisce su questa base: rendersi non solo visibili (per quello sono sufficienti i gattini). Ma importanti. Necessari. Un punto di riferimento così prezioso da essere ricercato dagli altri. 

Capito la differenza? Non sei più tu che vai a caccia degli altri; ma sono gli altri che ti percepiscono come risorsa, e vengono a cercare TE. 

Il blog è l’unico strumento che un autore indipendente ha a disposizione (con costi bassissimi, o addirittura prossimi allo zero), per avvicinarsi ai lettori. A quelli che potrebbero diventare i suoi lettori. E i lettori diventano tuoi perché infine ti scelgono. 

Prima ti trovano, ti ascoltano, ti “annusano”; capiscono di che pasta sei fatto e solo alla fine ti scelgono. 

20 pensieri su “Blog per autori indipendenti: perché sì (senza tante storie)

  1. Figurati che capita anche a me! Si, si, pensa dove siamo finiti se vengono a scrivere pure a me! 😀
    Raramente però mi scrivono chiedendo il mio, proprio mio, solo mio, parere. In genere mi inviano un comunicato stampa (sorbole! un comunicato stampa fa tanto roba seria eh!). Dato che non rispondo (cosa vuoi che gli dica, se iniziano già con un non-dialogo?), me la inviano una, due, tre… n mila volte, che la mail è gratis (il fastidio no, però, così rischiano di finirmi nello spam… e i server di posta ti marchiano come spammer sei finito!)
    Non contenti però, ti mandano anche la richiesta di Mi Piace sulla loro pagina Facebook (almeno due righe di saluto, che non siano quelle di default, sarebbero gradite… occhio per occhio, da quando ho la pagina Facebook anch’io – però non ho invaso di richieste amici e conoscenti – rispondo a richiesta con altra richiesta, vediamo chi si stufa prima…), del Parteciperò alla presentazione del loro libro tra 2 ore a 800 km da dove sei, in pieno orario di lavoro o la richiesta di un editing gratuito via messenger. Questa poi… Se io sono qui a fare la punta agli stuzzicadenti per risparmiare i soldi per un editing professionale, perché lo dovrei fare gratis ad uno sconosciuto, e l’editing non è nemmeno il mio lavoro?!
    “Ho scritto un libro…”
    “Condoglianze…” 😀

    Piace a 2 people

  2. A me un tipo ha scritto proprio l’altro giorno per avere il suo romanzo valutato, anzi ha commentato nel blog, dimostrando di non aver letto il post. Senza contare che la maggior parte di questi autori che mi scrivono non sanno neanche cosa sia la grammatica.
    E ovviamente nessuno che abbia un blog.

    Piace a 1 persona

    • Non capisco queste persone esattamente cosa si aspettano. Dimostrano una totale estraneità alla realtà. Forse immaginano che, non so: di avere prodotto il capolavoro. Mai un dubbio, un’incertezza, nulla. Mah!

      "Mi piace"

  3. La richiesta ultima che ho ricevuto è stata. “Posso inviarti il mio libro per una recensione?” Né buongiorno, né scoppia. Alché ho risposto alla stessa maniera con un” ho una lista lunghissima in lettura, sono disponibile per il prossimo anno, ma giusto per sapere, di che genere si tratta?” ( nemmeno questo aveva scritto) quando ho ricevuto in risposta fantasy, ho chiarito che è tra i generi che non leggo, quindi” mi spiace ma no grazie”.Dirai, avrà capito, invece no.” Appena lo pubblico te lo mando lo stesso, così cambi idea”. Ok ognuno è giusto resti della propria opinione però la strada è lunga per diventare seriamente autori.

    Piace a 2 people

  4. La cosa che mi dà più fastidio (ricevo anch’io parecchie richieste) è la totale mancanza di personalizzazione. Non sanno nemmeno a chi stanno scrivendo, fanno una specie di odiosissimo copia/incolla. Proprio l’altro giorno ho ricevuto una mail in cui il tizio mi dava un po’ del tu e un po’ del voi. Neanche lo sforzo di rileggere!
    Sono cattiva, ma non rispondo più a queste mail. Se non hanno tempo di informarsi sulla persona a cui scrivono, tanto meno ne ho io di rispondere.

    Piace a 1 persona

  5. sembra di essere l’unico che non riceve richieste del genere e ne sono felice. Se voglio leggere e recensire – quasi mai – mi arrangio da solo. Compro il testo – carta o ebook – e me lo leggo quando ho tempo senza assilli.

    "Mi piace"

  6. Anche io ogni tanto ricevo richieste, addirittura di traduzioni, più spesso di recensioni. Devo essere sincero, non rispondo mai a nessuno, non perché mi senta chissà chi, ma non mi va proprio di interagire. Non mi sento particolarmente speciale da recensire, anzi le mie recensioni ad autori esordienti sono rarissime e sono fatte perché mi interessava il libro che però ho comprato per conto mio.

    "Mi piace"

  7. Capita capita, più spesso col piglio dell’interlocutore di Nadia. Detto questo non sono d’accordo che un autore debba per forza avere un blog. Chi ce l’ha scegli di interagire con un pubblico più vasto e questo loro considero un universo bene. Ma esistono i social e gli autori che non hanno alcun interesse a tenere relazioni. Questi ultimi sono coloro cui di solito rispondo con un cortese no

    "Mi piace"

Rispondi a newwhitebear Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.