Perché il ritorno in Cina di Google riguarda gli autori indipendenti


i benefici del blog

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 10 giugno 2019.

 

 

 

Lo so: un po’ di tempo fa hai letto da qualche parte questa notizia, e adesso pensi che questo post è inutile perché del ritorno in pompa magna di Google nel grande mercato cinese è una faccenda che agli autori indipendenti non può importare una benemerita cippa lippa.

E invece è l’occasione per ricordare a se stessi quanto è importante avere una propria piattaforma; e avere il pieno controllo su di essa.

Stai dicendo a me?

Sì, sto dicendo a te. Ma la notizia, prima di tutto. 

Google sta lavorando duro (anche se dopo qualcuno ha affermato che il progetto si era bloccato; e poi qualcun altro ha affermato che era ripartito), per tornare a occupare uno spazio nel Web cinese. Il motivo è facile da intuire: i soldi. Quel mercato è grande, in piena crescita, e garantisce profitti colossali. In poche parole: non puoi starne fuori. Devi tornarci; ovviamente alle condizioni del governo cinese. 

Eh già: perché se negli USA o in Italia queste società dai bilanci sani e muscolosi si fanno portabandiera di diritti e rivendicazioni, in Cina se ne guardano bene. In Cina sanno alla perfezione che prima di tutto bisogna dire: “Sissignore”, e se ci vuoi restare devi obbedire alle direttive. 

Sarebbe (è) il trionfo del sistema cinese: economia di mercato, e governo “etico”, perché è lui che decide che cosa è bene, e cosa è male.
Parlare di Tienanmen per esempio è molto male.
Affermare che il Tibet dovrebbe essere indipendente è male.
Fare i soldi è bene.
Fare tanti soldi è meglio.

Ma in tutto questo guazzabuglio quale insegnamento c’è per un autore che si autopubblica?

Sì; sto dicendo proprio a te, autore indipendente.

Il bello della Rete

In fondo ho già risposto quando qualche riga fa ho scritto dell’importanza di possedere una piattaforma. E scommetto che starai pensando che non faccio che replicare le stesse cose: il blog è il tuo mezzo che ti permette di esserci, di essere conosciuto e riconosciuto, di pubblicare i tuoi contenuti, di scovare i tuoi lettori, eccetera eccetera.

Esatto.

Una notizia del genere dovrebbe indurre le persone (o almeno alcune di esse), a riflettere sul loro ruolo. 

Il bello della Rete, o almeno uno dei suoi punti di forza non risiede certo nel fare i soldi a palate in modo veloce e semplice. Queste sono sciocchezze.

Semmai risiede in questo: hai a disposizione degli strumenti (spesso gratuiti), da utilizzare per costruire, con i tuoi “ingredienti” un percorso differente. Capace di distinguersi dalla massa, e di emergere. È vero: non posso imporre a Google o ad altri di non rientrare più in Cina. Né posso boicottare il motore di ricerca, o chiamare alla crociata contro questo o quello (anche se si tratta di ipotesi che affascinano certe menti). 

Quello che è in mio potere adesso è creare una presenza che si discosti da tutto il resto. Il problema della Rete risiede infatti da un’altra parte.

Ed è questo, a mio parere: l’omologazione che soffia a pieno regime. Al di là di una certa propaganda che blatera di “libertà”, alla fine il messaggio che passa, sempre, è: osserva il vento, lo Spirito del Tempo, e segui la corrente. Non solo eviterai incomprensioni e potenziali guai; ma avrai il successo.

E tutti vogliamo il successo, vero?

Dipende.

A tutti piace il successo

A tutti piace il successo, compreso il sottoscritto. Ma soprattutto dovrebbero piacere le opportunità che la Rete mette a disposizione. A questo punto la scelta: o a rimorchio dello Spirito del Tempo; oppure…

Se per esempio mi guardo in giro e osservo con attenzione quello che occorre fare per vedere baciate dal successo le proprie opere: che cosa vediamo?

Spesso si afferma che occorre studiare con cura il pubblico, e tagliare l’abito su misura dei suoi gusti. Buona parte delle risorse presenti in Rete ripetono e amplificano questa strategia, la sola capace di produrre la giusta quantità di successo.

Io sono l’esempio più evidente che se NON segui lo Spirito del Tempo le soddisfazioni ci sono; ma ben al di sotto di quanto io stesso auspicavo.

Ma questo non dimostra che IO ho sbagliato; ma che la mia tesi è (almeno in gran parte) ESATTA.

Non avrei mai dovuto scrivere dei racconti.

Non avrei mai dovuto scrivere una trilogia di racconti.

Non avrei mai dovuto scrivere dei racconti con protagonisti dei disoccupati, falliti, poveracci assortiti.

Non avrei mai dovuto scrivere dei racconti senza preoccuparmi prima del mio pubblico.

Non avrei mai dovuto scrivere dei racconti senza prima coinvolgere i lettori del mio blog sulla scelta del finale, e magari anche dei protagonisti.

Non dovrei assolutamente pubblicare il prossimo romanzo (tanto per cambiare completamente fuori mercato).

Come vedi, sono tutte cose che hanno a che fare ben poco con il buonsenso e i consigli dei guru. E il bello è che se tornassi indietro, rifarei tutto dall’inizio. Ma non perché mi piace interpretare il ruolo del bastian contrario.

È che adesso ciascuno di noi ha la possibilità di seguire davvero quello che ama. Che preferisce. E se questo comporta poco successo, o zero successo: sta bene. Probabilmente esiste, là fuori, da qualche parte (ma chissà dove diavolo si nascondono!), dei lettori che non mi conoscono e che forse sarebbero interessati assai alle mie storie. Immagino che sarebbero comunque pochi, una minoranza, e ovviamente mai e poi mai con essi riuscirei mai a guadagnare a sufficienza per permettermi più di… 4 pizze all’anno. 

Ancora una volta: non importa.

La notizia del ritorno di Google in Cina quindi è l’occasione per riflettere su che cosa vuoi combinare. Se sei un autore indipendente, sai bene che esistono eccome delle forze capaci di essere molto seducenti perché promettono determinati traguardi, solo se… Quindi puoi essere come Google, e chinare la testa alla forza della Cina perché il mercato di oltre un miliardo e mezzo di utenti è semplicemente favoloso…

Oppure puoi essere davvero te stesso e seguire il tuo percorso. Che non sarà mai fatto di grandi numeri, di successi travolgenti. Al contrario, i suoi ingredienti di base sono piccoli, e un po’ fuori moda. Se però un giorno ti chiederanno quanto essi ti rispecchiano probabilmente tu risponderai, senza alcuna esitazione, che: “Sì, mi rispecchiano completamente”.

Perché alla fine tutto questo baraccone chiamato “Web” o ti permette questa libertà, oppure si tratta sul serio di un baraccone. 

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.

10 pensieri su “Perché il ritorno in Cina di Google riguarda gli autori indipendenti

  1. Tutto quello che hai scritto ti rispecchia, seguire il mercato e le mode può forse produrre qualche vendita in più ma non ti rispecchierebbe. Il fatto di essere un autore self è anche questo con la possibilità di scrivere liberamente di quello che si vuole (e non è poco).

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