La vera libertà di un autore indipendente


di Marco Freccero. Pubblicato il 2 settembre 2019.

I più “vecchi” lettori di questo blog sanno che uno dei miei motti più celebri è sempre stato:

“Prima la storia, poi il lettore”

Non solo.

Un altro poderoso caposaldo della mia raffinatissima strategia di marketing (?), quella che mi ha permesso di raggiungere risultati inauditi (??) è quello che dice:

“Il lettore non sa quello che vuole: glielo devo dire io”

Stai tranquillo, o lettore di questo blog: non intendo ripudiare queste mie direttive.

Dopo anni di articoli; dopo ben nove libri autopubblicati (dieci, se contiamo anche quello pubblicato con la casa editrice 40K), posso affermare con un certo orgoglio che non solo la penso così. 

Ma continuo ad agire in questo modo.

Niente di nuovo sotto il sole

Niente di nuovo sotto il sole, dunque. 

Il punto è che non riesco proprio a fare altrimenti. 

Per esempio: sapevo che una trilogia di racconti sarebbe stata una follia; però l’ho scritta senza mai domandarmi:

 “Chi sono i miei lettori? Dove vivono? Cosa leggono? Che età hanno? In questo momento quali sono i temi che vanno per la maggiore?” 

(Eccetera eccetera).

trilogia delle erbacce

La Trilogia delle Erbacce. In ebook e cartaceo

I temi che vanno per la maggiore, tra l’altro, li vedo benissimo; non mi interessano.

Prima la storia, poi il lettore, appunto. 

Perché se la storia è sufficientemente buona, troverà da sé i suoi lettori. E anche se saranno pochi, non vuol dire che la storia sia brutta, o sbagliata (o forse sì, chissà!).

Poi è uscito qualche mese fa il romanzo “L’ultimo dei Bezuchov”. Come per i racconti, zero studio del pubblico, dei temi che interessano o fanno vendere… I risultati sono stati (ovviamente) inferiori alla Trilogia delle Erbacce. Tutto ampiamente previsto. Non affermo affatto che sapevo di realizzare un buco nell’acqua, ma che ho proseguito lo stesso perché vorrebbe dire che sto pateticamente sollecitando i lettori di questo blog a compatirmi. 

copertina romanzo l'ultimo dei bezuchov

Il mio romanzo. Disponibile anche cartaceo.

Però questo romanzo ai miei occhi è più grande e potente dell’intera Trilogia delle Erbacce. 

È uno spartiacque. Ci sono gli stessi temi dei miei racconti, ma condotti a un altro livello. Nessuna evoluzione ma approfondimento, quello sì. 

Sto lavorando al prossimo progetto: un romanzo. 

Se tutto va bene uscirà nel dicembre del 2020. Ancora una volta: “Prima la storia, poi il lettore”. Ma non si tratta di essere dei bastian contrari. Per me raccontare storie, queste storie, è un esercizio di libertà. Che naturalmente l’editoria non mi potrebbe mai garantire (lo so bene: me lo hanno detto anni e anni fa: chi? Ma coloro che ci lavoravano, nell’editoria!). 

Per fortuna la tecnologia ha fatto passi da gigante, e adesso sono a tutti gli effetti un autore indipendente. Con una manciata di lettori che non aumenterà tanto facilmente (potrebbe anche restringersi: perché no?), e le mie storie che non hanno mercato. 

Intanto il blog va (abbastanza) male. Continuo a perdere lettori, mese dopo mese, anno dopo anno; sarà un enorme successo se a fine anno supererò le 20.000 visualizzazioni (ma potrei anche fallire l’obiettivo). Va bene così: probabilmente ero “cresciuto” al di là dei miei meriti, e quelli che mi hanno mollato lo hanno fatto perché hanno capito che non ero né utile, né interessante. 

Piccolo segreto di Pulcinella: le persone non sono granché interessate alla genesi delle storie. Lo so che i guru dicono esattamente il contrario. Puoi ricorrere a questo stratagemma se la tua storia ha queste 3 caratteristiche fondamentali:

  • segue la corrente
  • scrivi la tua storia profilando con cura i lettori e offri quello che desiderano
  • proponi, infine, a corollario della tua storia, webinar a pagamento (“Come si scrive un incipit vincente?” “Come creare una trama avvincente?” Eccetera eccetera).

Allora il tuo pubblico, formato soprattutto da autori che desiderano pubblicare, si accalcherà facendo schizzare le statistiche degli accessi alle stelle (o quasi).

Se però non scrivi per il pubblico; non ci pensi nemmeno lontanamente a proporre webinar a pagamento e non segui la corrente (se insomma: sei un suicida come il sottoscritto), la vedo dura. Il pubblico latiterà assai, perché spesso e volentieri le persone preferiscono leggere le storie; e basta. Pubblicate non da un oscuro autore indipendente di Savona (chissà quanti sanno dove si trova, precisamente, questa città), ma da una casa editrice. Sarà così per un po’ di tempo ancora, credo.

Ci sono troppe opere autopubblicate che non sono nemmeno scritte in modo appena decente, e i lettori non hanno voglio di buttare i soldi in libri confezionati alla carlona. 

Fanno bene. Sì, si può chiedere a chi è stato “bruciato” da una brutta esperienza con l’autopubblicazione di dare un’altra possibilità; ma le probabilità di essere infine ascoltati non sono moltissime.

Mi spiace di non essere interessante; sono fiero di essere inutile.

La mia newsletter intanto non si schioda da una scarsa trentina di sottoscrittori. Ma a ben guardare: sono tantissimi, visto il mio modo di realizzare storie, e la mia visione della letteratura. È un autentico miracolo che io riesca ancora a spedirne qualcuna, di tanto in tanto. Non vendendo ricette magiche o miracolistiche su come mettere il turbo alle vendite, è ovvio che gli argomenti di cui scrivere si restringono a dismisura. Le persone sono interessate ai miracoli, alle ricette “Veloci & Facili”.
Io non ho nulla del genere.

Ah, sì. Dovrei fare qualcosa per invertire l’andazzo. Il bello è che so bene che cosa dovrei fare. Non mi interessa. Come ho detto: credo di essere cresciuto troppo, in questi anni. Adesso sto “precipitando” perché ero “salito” ad altezze che non mi competevano, non erano mie. Torno a bazzicare i miei ambienti: poco frequentati. Pazienza.

Tutto questo lo affronto serenamente; anche perché le cose serie sono ben altre. Quello che desidero è raccontare le mie storie ai pochi lettori (o meglio: lettrici) che in questi anni mi hanno dato fiducia. E lo faccio.

La vera libertà non è fare quello che si vuole. Ma fallire, e continuare a restare fedeli al proprio progetto. Non perché sia quello giusto, o il migliore (chissà: lo diranno i posteri. O forse no, saranno troppo impegnati in altro per dire una cosa qualunque). 

Bensì perché un qualsiasi altro progetto non potrebbe mai essere mio. 

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.

17 pensieri su “La vera libertà di un autore indipendente

  1. Io credo che il blog abbia alti e bassi, il mio per esempio ha avuto un picco inaspettato oltre un anno fa poi è sceso nuovamente. In realtà non me ne preoccupo molto, continuo a scrivere i miei post per quei pochi fedeli che vorranno leggermi. Il tuo romanzo sarà una delle mie prossime letture, avendo letto le altre tue opere sono curiosa. I tuoi post e i tuoi video sono sempre molto interessanti, spesso però qualcuno lo salto per mancanza di tempo e spesso non riesco a recuperare. Ecco io credo che quello che manca sia proprio il tempo, la gente va sempre troppo di corsa e alla fine si fa una scelta (il tuo blog comunque resta tra quelli che seguo sempre).

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  2. Il tuo ragionamento sull’indipendenza fila alla perfezione. Mi stupisce, però, che L’ultimo dei Bezuchov possa attirare meno lettori dei tuoi racconti, che pure apprezzo molto. Secondo me è una bella storia con una buona dose di fascino, scritta bene, come sai fare tu, e nemmeno tanto strana da tenere lontano il pubblico. Non dovrei stupirmi, in realtà, perché siamo tutti invisibili di default, perciò…

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  3. Concordo sul fatto che il tuo ultimo romanzo sia un gran bel salto in avanti e dimostri come la tua scrittura sia cambiata e tu sia un autore capace. Per il resto invece ti capisco, lo stress di tenere alti i numeri a me deconcentra, quindi spesso mi demotiva, forse sarebbe da disistallare il plugin, così tutti vivremmo più sereni (e ignoranti)

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  4. Mentre posso capire il calo per il blog (c’è quella brutta bestia della seo da considerare e ancora di più il bizzarro Google, e se non usi i social, è un’altra fetta in meno), non capisco però come abbia fatto L’ultimo dei Bezuchov a vendere meno della Trilogia, perché ha davvero le carte in regola per fare molto bene. Mi aggiungo al coro degli stupiti. E’ un romanzo scritto a un livello superiore.
    Se però il tuo canale YouTube va così bene, dovresti puntare su quello per la pubblicità al romanzo. In che modo? Ah, non lo so, sei tu l’autore indipendente! 😉

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