Autopubblicazione: sicuro che “Tanto non costa niente”?


l'evoluzione di un personaggio

 

di Marco Freccero. Pubblicato su YouTube il 19 settembre 2019. Ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

Oggi si parla un po’ di autopubblicazione.
Buona visione.

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Con il termine “autopubblicazione” si intende quel processo grazie al quale una persona, che di solito si chiama “scrittore” o “scrittrice”, pubblica da sé la propria opera. Romanzo o raccolta di racconti che siano. Senza passare da una casa editrice.

Ormai sono sempre di più le persone che ricorrono a questa forma di pubblicazione.
“Tanto non costa niente” si dice. Ma: ne sei davvero certo?
Ci sono alcuni aspetti che è bene tenere nella giusta luce.

Il primo: molti considerano l’autopubblicazione un ripiego in attesa del colpo di fortuna che li farà approdare alla casa editrice. A pensarla così sono proprio gli autori oppure le autrici che si autopubblicano.

Se la pensi così, stai già commettendo un grave errore.
Perché si riesca ad avere qualche risultato devi pensare a realizzare qualcosa di curato e professionale.

Quindi hai bisogno, tanto per iniziare, di:

lettori beta
un grafico che si occupi della copertina della tua opera
un editor

Per gli ultimi due devi mettere mano al portafogli. Ecco che all’istante capiamo che “Tanto non costa niente” è falso.

Tu autopubblichi, il che significa che chiederai dei soldi. Quindi è tua precisa responsabilità fare in modo che la copertina sia professionale, ma anche la cura che traspare dall’opera sia evidente.
Insomma: il lettore non deve vedere la differenza tra il tuo libro autopubblicato, e il libro di una casa editrice.

Ecco perché non devi considerare l’autopubblicazione come un ripiego. Se lo fai, andrai a produrre qualcosa di mediocre, di affrettato e costruito male e realizzato peggio. Te lo dico perché anche io, all’inizio di questa avventura di autore indipendente, pensavo:

“Faccio le cose un po’ alla carlona, ma non importa! La gente capirà, e poi arriverà la casa editrice e tutto questo sarà passato!”.

La casa editrice non è arrivata (magari in futuro spiegherò perché, a mio modo di vedere, nel mio caso non è mai arrivata).
Ma i lettori non sono stupidi.
Quando acquistano un libro di un autore che si autopubblica, spendono dei soldi. E pretendono un minimo di qualità. Se tu non lo fai, ti scavi la fossa da solo.

Altro aspetto importante che molti sottovalutano. Certi autori pensano che sia sufficiente pubblicare il libro su Amazon, e poi annunciarlo su Facebook o altrove, per cominciare a vendere.
Non funziona così.

Ricorda che i lettori già adesso hanno tutti i libri che desiderano. Non hanno bisogno dei tuoi oppure dei miei. Balzac, Zola, King, Tolstoj, Dickens: per quale ragione un lettore dovrebbe spendere dei soldi per acquistare i libri di uno sconosciuto autore indipendente come… Marco Freccero?

Infatti non lo farà.

L’unico modo per convincere le persone a darti un po’ di fiducia è rimboccarsi le maniche: vale a dire?

Il discorso qui si fa complicato. Ma ti dico questo: siccome sono uno sconosciuto, allora posso usare la Rete per farmi conoscere. Magari aprendo un blog.

Aprire un blog non vuol dire pubblicare contenuti che parlano sempre e solo delle mie opere. Niente del genere.
Lo scopo di un blog di un autore indipendente è semmai quello di stabilire una conversazione con i lettori.
A lungo andare alcuni di questi lettori potrebbero diventare i tuoi lettori.

Attenzione: ho detto “alcuni”, mentre la maggior parte di essi tenderà sempre a ignorarti come autore, ma è un loro diritto. Non perché ce l’abbiamo con te. Magari non amano il genere che affronti; non si fidano di chi si autopubblica. E per un milione di altre ottime ragioni.

Se le persone non comprano le tue opere non le devi mica odiare. Anche tu probabilmente stai alla larga da certi autori, e se qualcuno ti criticasse per questo lo ignoreresti. Giustamente.

Quanto tempo occorre per avere qualche risultato tangibile con un blog?
Anni.
Lo so che sulla Rete ci sono un sacco di guru che dicono che c’è una ricetta vincente (mai visto una ricetta… perdente?) per scalare le classifiche di Amazon e vendere carrettate di libri. Che ci sono trucchi e strategie in grado di spedirti tra i 10 libri più venduti su Amazon.

Questo video sarebbe visto da molte più persone se io mi mettessi a vendere ricette miracolistiche.

La verità è che ci vuole impegno, e pazienza. E stai lontano dai guru che ti vendono soluzioni fantastiche e chiavi in mano. Sono solo dei “spremisoldi”.

Ma di questo magari parleremo ancora.

Alla prossima e: Non per la gloria, ma per il pane!

14 pensieri su “Autopubblicazione: sicuro che “Tanto non costa niente”?

  1. Non costa niente… potrei smontarmi la mandibola dal ridere sul fatto che autopubblicarsi non costa niente. E tu dirai: ma tu non sei autopubblicata, di che favelli? (trovala tu una che usa “favellare”, solo una lettrice di Freccero può essere 😀 )
    Se hai un blog e ci pubblichi racconti, anche se gratis, ti stai autopubblicando (né più né meno di essere su amazon con un ebook a zero euro). Costa niente? Solo mettere in piedi il blog, tra hosting e plugin a pagamento (proprio quelli che curano la visibilità) sono 260 euro/anno. Per non parlare del lavoro informatico che ci faccio io dietro, non saprei conteggiarne le ore. E seguire i social? Facebook, Instagram e Twitter gli indispensabili, anche lì c’è da “perdere” tempo a pianificare i contenuti, in aggiunta ai consueti contenuti del blog. Che no, non possono essere solo i miei racconti. La gente non cerca la parola “racconti” su Google…
    E fosse finita lì. Adesso, per “sbarcare” su altre piattaforme e farlo bene, ho dato incarico per avere una copertina professionale (no, niente romanzo, non l’ho finito…) Perché pur essendo informatico, non sono un grafico, e dalle prime bozze la differenza si vede.
    Quindi lettori beta celo, grafico celo… editor manca (per ora). 😉

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  2. mai pensato che l’autopubblicazione sia l’anticamera del successo e in dettaglio sia a costo zero. A parte il costo di un editor, mica pochi spiccioli, e di un grafico, replica di prima, devi considerare il tempo che ci metti per preparare la pubblicazione. Forse il tuo tempo è a costo zero?
    Insomma nessuna pubblicazione è una passeggiata

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  3. L’autopubblicazione costa in termini di tempo che si sottrae alla vita e al riposo, (anche per scrivere sul blog) in termini di soldi per pagare grafico ed editor (confesso che finora ho pagato solo i grafici per le copertine, mentre ho sfruttato molto i miei beta volenterosi), soldi per le sponsorizzazioni facebook per farmi conoscere ( non sempre è servito) in termini di notti insonni e per tanto altro. Concordo con te, ma forse si era capito. I tuoi video sono sempre più accattivanti 😀

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  4. Adesso non diciamo eresie, Marco: l’autopubblicazione a costo zero si può fare!
    Considerando che per fare tutto (scrivere, revisionare, cover…) serve una marea di tempo, e il tempo ha un costo, basta trovare un fesso qualunque che faccia tutto al posto nostro senza affidarsi a professionisti né pretendere un centesimoper sé e il gioco è fatto. Basta firmare il capolavoro e lanciarlo nell’olimpo dei best seller.
    Costo totale: un nonnulla di inchiostro per mettere il proprio nome (a biro) in cima al capolavoro.
    Più a costo zero (e a guadagno zero) di così si muore 😉

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  5. L’autopubblicazione come soluzione di ripiego, “sia come sia, comunque lo faccio uscire”, non mi sembra degna di interesse, e sono anche convinta che i risultati lo dimostrino, salvo eccezioni (che non conosco). Nel mio caso, quando avrò qualcosa di pronto tenterò comunque con l’editoria tradizionale, non minore. Questo non perché sono di un livello superiore, ma perché le possibilità promozionali di un editore big sono… big. Quindi: soluzione B, non ripiego. Però ci sto prendendo gusto ad avere me stessa e i lettori come unico riferimento… chissà.

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