Scopriamo lo scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt!


 

 

di Marco Freccero. Pubblicato su YouTube il 23 gennaio 2020. Ripubblicato su questo blog il medesimo giorno.

 

 

Oggi andiamo alla scoperta di uno scrittore svizzero, forse poco noto in Italia. Si tratta di Friedrich Dürrenmatt. Non lo conosci?
Molto bene. Adesso avrai la possibilità di avvicinarti alla sua opera.

Buona visione.

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Una mattina, un gendarme vede una Mercedes azzurra parcheggiata sul ciglio della strada. Prosegue, poi ci ripensa e torna indietro. C’è un uomo appoggiato al volante, forse dorme perché ubriaco e il gendarme decide di vedere un po’ come va, magari dargli un piccolo aiuto perché, si sa: nel fine settimana succede di alzare il gomito. E non bisogna essere troppo severi, nemmeno se ci troviamo in un cantone svizzero.

Solo che l’uomo al volante ha un foro di proiettile alla tempia. Indossa un abito da sera e in seguito si scoprirà che era un poliziotto.

“Il giudice e il suo boia”: ecco il titolo del libro di oggi. L’autore è lo svizzero Friedrich Dürrenmatt. L’editore è Adelphi mentre la traduzione è di Donata Berra.

Le indagini si mettono in moto e così si scopre che il poliziotto era un sottoposto di Bärlach, un commissario che aveva svolto all’estero il suo lavoro: prima a Costantinopoli e poi in Germania, per tornare a Berna.

In seguito salta fuori che il poliziotto ucciso frequentava, ma sotto falso nome, la villa di un uomo piuttosto ricco e con le giuste amicizie, come tutte le persone piuttosto ricche o ricchissime, tale Gastmann, che organizza serate artistiche dove si ascolta musica classica, si parla di arte e affini.

Perché Schmied, ecco il nome del poliziotto ucciso, frequentava sotto falso nome quell’ambiente? Perché lo faceva senza aver ricevuto ufficialmente alcun incarico?

A volte leggere certi libri richiede qualche cosa in più. No, questo libro è scritto bene, si legge senza difficoltà alcuna. È un giallo, certo, ma Dürrenmatt non mi pare affatto il tipo che a un certo punto si mette a scrivere una storia con un morto e un assassino da svelare.

Spesso in certi libri c’è un ingrediente in più, e in questo c’è non solo la necessità di trovare l’assassino di un poliziotto che avrebbe fatto carriera.

Occorre infatti fermare un essere malvagio, un essere che il commissario Bärlach aveva incontrato anni prima proprio sul Bosforo. Costui gli aveva detto che avrebbe ucciso senza ragione, sotto i suoi occhi, e sarebbe riuscito a farla franca.

Ed è esattamente quello che è successo. Per anni quest’uomo ha commesso degli omicidi, e Bärlach non è mai riuscito a inchiodarlo alle sue responsabilità. E adesso anche per lui, per Bärlach, il tempo sta per finire.

Ma ricorda: in questo romanzo di Dürrenmatt quando crederai di avere capito, dovrai rassegnarti a capire ancora un po’ di più. Perché come in un gioco di scatole cinesi, un avvenimento, la sparatoria e la morte di tre persone per esempio, non è che un velo che nasconde la realtà dei fatti.

Per Dürrenmatt i fatti non conducono esattamente alla verità ma confondono, forse nascondono la verità, non la svelano mai completamente ma solo alcune parti, quelle più semplici e consolatorie. E la giustizia è una cosa troppo sopravvalutata dalle persone.
Forse è meglio una buona mangiata.

Perché quello che vediamo può essere solo… Recitazione.

Alla prossima e come sempre: Non per la gloria, ma per il pane!

11 commenti

  1. Però…quasi quasi se lo trovo in giro lo leggo. Preferisco i gialli dove le carte sono tante e confuse. 😀
    Ps. Ho terminato Lettera al mio giudice di Simenon (mi pareva me l’avessi consigliato tu). Insomma, ottima l’esecuzione ma la trama così così, almeno per me.

    "Mi piace"

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