La donna nel lago – Ancora il grande Raymond Chandler!


carruggio savona

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato su YouTube il 20 febbraio 2020. Ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

Se sei giù di corda, forse  puoi provare a leggere un libro del grande Raymond Chandler. Magari proprio “La donna nel lago”.

 

 

 

John Dalmas è un investigatore privato. Riceve un incarico: trovare la moglie di un tipo che se l’è persa. L’ultima traccia di lei è un telegramma, spedito da El Paso, in cui la donna annunciava la volontà di andarsene in Messico con il suo nuovo amico, e là sposarlo, dopo aver divorziato. Da quel giorno non c’è traccia alcuna di lei.

Oggi si parla del grande Raymond Chandler e del suo “La donna nel lago”. La traduzione è di Attilio Veraldi mentre la casa editrice è Feltrinelli.

Sembra un’indagine semplice. Il marito, un dirigente di un’azienda di cosmetici, non si rivolge alla polizia perché la moglie è cleptomane e non vuole attirare troppo l’attenzione. Il buon Dalmas si mette subito all’opera e cerca l’amico della signora. E lo trova, tranquillamente seduto in casa sua, in una poltrona. Peccato che non possa aiutarlo granché, essendo morto.

Sono cose che capitano quando si riceve una pallottola in fronte.

Ed ecco che le cose da semplici tendono già a complicarsi. Dalmas decide di spostarsi nella casa che i due coniugi avevano nell’interno della California, in riva a un lago, esatto. Per dare un’occhiata. Lì trova il custode che ci vive per tenere tutto in ordine, con la moglie, però assente.

Dalmas innaffia il tipo con del whisky, gli si scioglie la lingua e così scopre che la moglie (del custode) se ne è andata perché lo ha scoperto con la moglie scomparsa in atteggiamenti inequivocabili. Passeggiando poi lungo il lago a un certo punto i due uomini vedono qualcosa sotto la superficie dell’acqua.

Il cadavere di una donna.

Forse non è il migliore Chandler, ma gente mia! È pur sempre Raymond Chandler. Si tratta di un racconto pubblicato nel 1939 e proprio in quell’anno uscirà “Il grande sonno” dove vediamo apparire Philip Marlowe. Dalmas è un po’ il suo alter ego, come se Chandler avesse voluto fare le prove prima di lanciarsi nella costruzione del suo investigatore privato.

Qui abbiamo già alcune caratteristiche che ritroveremo nel resto della produzione di Chandler. I dialoghi precisi, molto cinematografici; l’investigatore che ama bere e che sì, lavora per i soldi, ma non solo per quello.

Quel mondo che Chandler raffigura è lontano milioni di chilometri dalla ovattata società inglese di Agatha Christie, ed è una fortuna. Perché il buon Chandler sostituisce il mondo, con la vita cittadina, delle periferie, e ce la mostra per quello che è.

Una vita in cui fare il proprio lavoro, come fa Dalmas e poi Marlowe, è già un atto di straordinario eroismo. Perché ormai tutti detestano gli eroi, non sanno proprio che farsene e nemmeno sembrano più in grado di capirli. Tutti sono impegnati a fare i soldi, o a nascondere i propri scheletri nell’armadio e nessuno ama che arrivi qualcuno a fare un po’ di luce.

Come gli eroi di Raymond Chandler.

Alla prossima e: Non per la gloria, ma per il pane!

11 commenti

  1. Esistono due versioni di “la signora nel lago”. Uno è il romanzo e uno è un racconto. Il detective nel racconto è John Dalmas. Il detective nel romanzo è Philip Marlowe. Per scrivere il romanzo, Chandler ha combinato la trama e altri elementi del racconto con elementi di “Bay City Blues”, un altro racconto.

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