Ho già trovato il libro dell’anno (forse). Di una scrittrice: quale?


 

di Marco Freccero. Pubblicato il 24 aprile 2020 su YouTube, ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

 

Siamo all’inizio del 2020 ma forse ho già trovato il libro dell’anno; e pure l’autrice dell’anno: di chi si tratta?

Che libro ho letto?

Andiamo a scoprirlo assieme!

Oggi si parla del romanzo “L’imperatore di Portugallia” della scrittrice svedese Selma Lagerlöf, che vinse il Nobel della letteratura nel 1909. L’editore è Iperborea, mentre la traduzione è a cura di Adamaria Terziani.

Il protagonista è Jan di Skrolycka (i russi hanno dei nomi complicati, ma quando ci si mettono gli svedesi non sono secondi a nessuno!), un povero contadino, sposato. All’inizio di questo romanzo lo troviamo da solo, seduto su un ceppo nella legnaia. La moglie sta per partorire, in casa, e lui non è poi così contento di quanto gli sta per capitare. Guarda con un certo rimpianto alla vita precedente, quando era solo; ma anche la vita assieme alla moglie, non era poi così male. Perché lo aiutava nel lavoro, nei campi, ma col bambino in arrivo: che ne sarà di loro?

La storia è ambientata subito dopo la metà dell’Ottocento.
Poi, succede qualcosa. Non è un maschio, è una bambina quella che nasce; e quando lui la prende in braccio, tutto cambia. Potresti dire: come può cambiare la vita di un povero contadino svedese, che non ha alcuna ambizione, che lavora sì, ma non pare avere chissà quali doti, o un qualche ingegno particolare?

Il fatto è che Jan scopre grazie a quella bambina che cosa è per davvero l’amore. Che non è solo una relazione tra due persone; lui, pur essendo un sempliciotto, poco stimato anche dalla moglie, ne capisce la forza rivoluzionaria. Capace di cambiarne la visione del mondo che lo circonda.
E di capire cose che solo lui pare in grado di comprendere.

Perché limitarsi ai fatti, alla superficie, vuol dire non capire che cosa l’amore può produrre. A diciotto anni la bambina non è più una bambina. E decide di andare a fare fortuna a Stoccolma, anche perché il padrone del terreno sul quale sorge la casa dei genitori, vuole un mucchio di soldi entro un tempo stabilito.
Quindi parte; troverà i soldi. Ma finirà male.

Per fortuna che c’è l’imperatore di Portugallia! Per molti Jan è semplicemente pazzo. Ha amato troppo la figlia e Dio, nella sua misericordia, gli ha dato in dono la pazzia per non conoscere la verità: ma non è così. Questo è il giudizio delle persone perbene. I pazzi in realtà sono tutti gli altri, moglie compresa, perché non credono nel potere dell’amore. E l’amore non è quello che essi credono: una specie di schermo che tiene lontani dai colpi della vita.

Jan di Skrolycka da un pezzo aveva già capito che un dono come quella figlia lo si poteva conservare solo a una condizione: sacrificare ciò che si ha di meglio. A volte può essere una camicia di lino; a volte la propria sanità mentale. Ma una sanità mentale che non è capace di amare la vita trasformandola e portandola a un livello superiore, è vera, autentica pazzia. Lui questo lo ha capito; quindi è guarito. Per questo è diventato l’imperatore di Portugallia.

Dopo ben 15 anni la figlia finalmente ritorna. E trova il padre “pazzo”. Ne ha orrore. Architetta di fuggire con la madre in città, abbandonando il padre alle cure di un vicino. Ma è spesso necessaria una tragedia perché sia la figlia, che la madre e un po’ tutti nel paese comprendano la grande lezione di questo umile contadino.
Un uomo che grazie alla pazzia, vedeva perfettamente le cose, e con più lucidità di altri. Non è solo un libro d’amore, o sull’amore. Ma sul prezzo che pretende l’amore a quanti credono davvero in lui: si prende tutto. E la figlia, alla fine, proprio alla fine, scoprirà che cosa è stato davvero il padre.
E in un certo senso rifiorirà.

Alla prossima e: Non per la gloria ma per il pane!

11 pensieri su “Ho già trovato il libro dell’anno (forse). Di una scrittrice: quale?

  1. La chiamano pazzia, ma i pazzi vivono meglio di molti altri “normali”… 🙂
    (Di Iperborea mi incuriosisce sempre lo strano formato del cartaceo, ma non ho ancora trovato il titolo giusto per buttarmici dentro 😀 )

    "Mi piace"

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