Come si diventa autore indipendente?


 

di Marco Freccero.

Pubblicato su YouTube il 21 maggio. Ripubblicato su questo blog il 22 maggio 2020.

 

 

Già, come si diventa autore indipendente?
Provo a rispondere (senza avere la pretesa di essere davvero esaustivo, come dicono quelli bravi).

 

Molti credono che si diventi un autore indipendente scrivendo un libro (un romanzo, oppure una raccolta di racconti come ho fatto io).
E poi pubblicando per esempio su Amazon.
Non è esatto.

Innanzitutto un autore indipendente è una persona che ha letto libri in quantità industriali. Che trova sempre il tempo per leggere, e se non ha i soldi per acquistare i libri, li acquista usati, oppure frequenta le biblioteche che, come si sa, sono aperte a tutti e gratuite.

Quindi, non è la scarsità di denaro che può fermare una persona che vuole leggere davvero, e magari un giorno scrivere.

Parliamoci chiaro: ormai pubblicare non incuriosisce più nessuno perché grazie alla tecnologia, con pochi clic chiunque lo può fare. Pubblicare perciò non ti rende un autore indipendente. Sei solo uno che pubblica uno o più libri.
Uno dei tanti.

Secondo me, un autore indipendente è uno che mette mani al portafogli.
Investe.
Spende.
Per esempio: si rivolge a un grafico che gli realizzerà una copertina professionale per il suo libro (a meno che non sia un grafico lui stesso).

Acquisterà un dominio per il proprio blog.
Acquisterà libri che lo aiutino a capire il funzionamento dell’autopubblicazione; o libri che parlano di come fare auto-promozione, o come creare una newsletter che sia aperta, letta e apprezzata.
Perché vuole arrivare preparato al momento della pubblicazione; ed evitare di affollare i gruppi su Facebook o altrove con domande del tipo: “Ma Amazon vuole soldi per pubblicare il mio libro?”.

Basterebbe usare quella cosa chiamata Internet per scoprirlo con pochi clic.

Come ho detto: nel 2020 un autore indipendente lo si riconosce dal fatto che investe. Perché è un imprenditore di se stesso. Naturalmente, questo non garantisce nulla. Né si tratta di un indizio davvero valido, perché magari puoi fare tutte queste cose, o parte di queste cose, male.
Non c’è problema: si sbaglia, si impara, e si va avanti.

Soprattutto, tu puoi fare queste cose a regola d’arte e avere scarso riscontro. E qui c’è da fare un’avvertenza secondo me importante.
Ormai crediamo che il successo sia solo quello dei grandi numeri. Se uno vende tanto, se ha successo, allora è bravo.
Non è così. E tu, se leggi, e conosci un poco la letteratura, lo dovresti sapere.

In letteratura ci sono autori che vendono tantissimo, e sono pessimi scrittori. Ci sono autori che vendono tantissimo e sono ottimi scrittori.
E infine ci sono scrittori che vendono poco, ma sono grandissimi autori.
Non ci sono certezze.

Però credo che nel 2020 un autore indipendente è tale se appunto capisce che la sua sorte è strettamente legata alla propria capacità di creare una piattaforma di lettori. E per fare questo mette in campo tutta una serie di mosse. Che oltre a richiedere tempo ed energie, pretendono denaro.

Sa che non ci sono miracoli, ma che lo attende solo duro lavoro, che si protrarrà per anni prima di avere un riscontro minimo. D’altra parte, spesso è proprio il tempo che spinge molti a gettare la spugna. E questo succede perché, forse, desideravano solo fare il “colpaccio” col libro e vivere di rendita per il resto dei giorni.

Eventualità che non si verifica quasi mai.

Alla prossima e: Non per la gloria, ma per il pane.

11 commenti

  1. Come si diventa autore indipendente? Sarà che questa mattina ho letto diverse newsletter e articoli, ma oggi ti risponderei: “con il marketing”. Che non è solo annunci pubblicitari, ma tutto quello che sta intorno alla vendibilità di un prodotto, nel nostro caso, un romanzo. Dal miglioramento della confezione (la copertina), alla ricerca del cliente giusto, all’aggiunta di servizi per rispondere alle richieste del consumatore. Marketing. 😉

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  2. D’accordo. Ma sugli investimenti c’è da dire una cosa: quanto devi spendere per fare marketing per un libro? E quanto alla fine ne ricaverai?
    Ho paura che il gioco non valga la candela.

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  3. bisogna saper vendere se stessi e nel migliore dei modi. Proprio ieri facevo una riflessione. Supposto che abbia mille euro come budget da investire su me.
    Con una forbice tra i seicento e gli ottocento euro mi posso permettere un decoroso editor, un graphic designer e, se sono imbranato, uno che mi impagina e prepara il testo per la pubblicazione. Quindi mi rimane qualcosa per fare marketing. Ovviamente quei mille euro difficilmente li recupero ma almeno sarò soddisfatto del prodotto ultimo. Of course bisogna avere una buona storia altrimenti è meglio risparmiare i mille euro.

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  4. Si diventa autori indipendenti partendo dalla scrittura di un romanzo (o raccolta di racconti) ben fatta, nel senso che il romanzo, una volta scritto, deve essere curato, revisionato, editato, letto da beta reader ecc, fino a ottenere uno scritto adeguato a essere pubblicato. Dopo occorre scrivere una quarta accattivante, avere una bella copertina affidandosi possibilmente a dei grafici professionisti (salvo avere competenze proprie) e imparare a gestire promozione e marketing…un lavoro lungo e impegnativo e tanto tempo.

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  5. Che dire? Le cose stanno proprio così. Come autore indipendente, se non sei disposto a impegnarti su tanti fronti, scrivi sì, ma non ti muovi da dove sei. Diventa difficile perseverare, se non si è motivati da altro… e anche se lo si è, è difficile lo stesso. Per fortuna scrivere è una gran bella attività in sé. 🙂

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