Un altro grande libro del 2020. Scopri di cosa si tratta!


 

di Marco Freccero. Pubblicato su YouTube il 4 giugno 2020. Ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

Un 2020 che per quanto riguarda le letture, mi sta regalando delle buone soddisfazioni (al di fuori dei libri, si sa, la situazione non è esattamente piacevole).

Ma: di quale libro si tratta?
Continua a leggere e lo scoprirai!

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Prepara armi e bagagli perché oggi ce ne andiamo sul Baltico.

Be’, non proprio.

Come sempre questo è un canale che si occupa di libri, ma il libro di cui parlerò oggi in effetti permetterà di fare un viaggio ala scoperta delle 3 Repubbliche baltiche. Vale a dire: Estonia, Lettonia e Lituania.

Si intitola “Anime baltiche”, l’autore è l’olandese Jan Brokken mentre l’editore è Iperborea. La traduzione è a cura di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo. Io ho la versione digitale. Molto più comoda.

L’autore è quindi partito alla volta di quei territori dell’Europa dell’Est che hanno un vicino decisamente grosso e ingombrante, la Russia.
Quegli Stati che di solito noi incrociamo almeno una volta nella vita, quando a scuola si studia la geografia; poi, ce ne dimentichiamo.

Invece Jan Brokken ci fa conoscere la storia di queste repubbliche, la loro anima, attraverso alcuni personaggi illustri. Come Hannah Arendt che nacque a Konigsberg, la città del filosofo Immanuel Kant, il porto più orientale dell’impero tedesco. Oggi invece è conosciuta come Kaliningrad e fa parte della Russia. Fu distrutta prima dai tedeschi, poi dagli Alleati e infine dai sovietici.

Lo scrittore Romain Gary che si chiamava in realtà Roman Kacev, ed era di Vilnius.
Il regista Sergei Eizenstein, nato a Riga che detestò suo padre Michail, architetto; eppure doveva essere una brava persona, secondo le testimonianze di molti. Nei film di Sergei c’è sempre un personaggio che lo raffigura: è il borghese grosso e ottuso, tipico nemico della rivoluzione russa. E infatti combatterono l’uno contro l’altro, senza saperlo, dopo lo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre.

Ma ci sono anche personaggi poco noti, o sconosciuti: come Loreta Asanaviciute, di Vilnius, Lituania. È una ragazza come tante, ma all’inzio degli anni Novanta in Lituania nessuno ha più intenzione di farsi comandare dai sovietici. Finisce sotto i cingoli di un carro armato spedito lì, assieme ad altri ovviamente, da Gorbaciov per fermare la rivolta del suo Paese contro il tallone russo. Ma nel 1991 c’era la Prima Guerra del Golfo, e nessuno ci badò molto.

Perché Jan Brokken ha scritto questo libro? Be’, bisognerebbe chiederlo a lui innanzitutto, ma visto che non è possibile, ci provo io a rispondere.
Per mostrare una fetta di storia europea che pochi di noi conoscono. Per ognuno di noi l’Europa finisce a Trieste, più o meno, e tutto quello che c’è al di là è forse bello, ma di sicuro è incomprensibile e magari anche un po’ folle.

Brokken invece fa un’operazione (perfettamente riuscita), di rivelazione. Ci conduce a passeggio per le strade di Vilnius, o di Riga; ci fa conoscere la Curlandia, di cui nessuno conosce l’esistenza, e ci dimostra come queste terre abbiano avuto un ruolo importante nella costruzione dell’Europa. Ma che è stato dimenticato.

La cultura di questo continente è stata plasmata anche dagli uomini e dalle donne che sono nati, cresciuti, e molto spesso fuggiti da queste terre. Perché se è vero che gli abitanti delle Repubbliche baltiche hanno sempre odiato i russi, su una cosa sono sempre andati d’accordo proprio coi russi.

I pogrom contro gli ebrei. Le antiche e nobili comunità di ebrei che vivevano in quei territori sono state spazzate via. Restano solo i cimiteri. E molti dei nomi illustri che si trovano in questo libro, sono di cultura ed estrazione ebraica.

No, non è un’operazione nostalgia, dove si celebrano i bei tempi andati. Niente del genere. Anzi: Jan Brokken descrive la massa di violenza che si è riversata su quelle terre, da parte dei russi, dei sovietici, dei nazisti. E poi anche di quella violenza che si è scatenata dal cuore di quei popoli.

Semmai si tratta di un viaggio che propone di ricordare prima, e di celebrare poi le qualità di quegli uomini e quelle donne che non si arresero mai al male, ma che con l’arte declinata in nelle forme più varie, provarono a resistere. Ad avere fiducia nel prossimo.
Anche se era così poco… Umano.

Alla prossima e: non per la gloria, ma per il pane!

9 commenti

  1. È vero, è una parte di Europa per lo più sconosciuta, mi fai scoprire sempre libri interessanti che aiutano un approfondimento costruttivo.

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