Il romanzo di Sofia Tolstaja! Lo conosci?


 

di Marco Freccero.
Pubblicato su YouTube il 9 luglio 2020. Ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

Sofia Tolstaja. Pochi sanno che fu anche scrittrice. E questa è una delle sue opere.

Buona lettura e buona visione.

 

 

Ho letto questo breve romanzo di Sofja Tolstoja dal titolo “Amore colpevole”. L’editore è la casa editrice La tartaruga, mentre la traduzione dall’inglese è di Nadia Cicognini.

Esatto, l’autrice è la moglie di Lev Nikolaievic Tolstoj.
È una storia autobiografica? Be’, sì, lo è senza alcun dubbio. La protagonista, Anna, all’inizio della storia è una ragazza di 18 anni che, assieme alla sorella, vive in una tenuta in campagna. Lei è una ragazza che crede nell’amore spirituale, ci crede e lo cerca. Così come crede nell’arte e nella spiritualità, in Dio. E caccerà un giovane materialista che cercava di convincerla che Dio non esiste.

Lo stesso accadde proprio a Sofja Tolstoja.

Poi, un vecchio amico di famiglia, e così torniamo alla nostra storia, sui 35 anni, si presenta nella tenuta di campagna, e così scopre che quella bambina, Anna appunto, è diventata, come succede a tutte le bambine col passare degli anni, una donna. E decide di sposarla.

E i due si sposano.
All’inizio tutto sembra andare discretamente bene, ma poi la faccenda si complica, si ingarbuglia. Lei è gelosa delle donne che frequenta, e che frequentava prima del matrimonio, e teme di perderlo.

Lui pretende che sia una donna onorata e che non dia confidenza agli altri uomini, di qualunque rango essi siano.
Arrivano i figli, ma lui, il marito, resta freddo e indifferente nei loro confronti. È Anna che si deve occupare di tutto: dei figli e della loro educazione, della casa, delle opere del marito con velleità filosofiche. E nello stesso tempo riesce un po’ a dipingere e a leggere, cercando sempre l’arte, il bello.

Accanto a un marito che la vede come un corpo: quindi un corpo che deve sfornare figli e dargli piacere quando lui ne ha voglia.

Compare a un certo punto un amico del marito (prima o poi arriva sempre un amico, vero?), e Anna nonostante la diffidenza iniziale, col tempo si affeziona a lui. Sente che quell’uomo non è come il marito, come buona parte degli altri uomini. È una persona malata, forse per questo è differente.

Inutile aggiungere che la storia finirà male. Ma c’è un aspetto che merita qualche parola, e una precisazione.
Non si tratta affatto di una storia di tradimenti, niente del genere. Anna, che cerca l’amore spirituale, si rende conto che per salvare il matrimonio deve legare a sé il marito, con una serie di comportamenti che lei detesta. Ma deve adottarli, in modo che lui stia distante dalle altre donne; e ci riesce.

Ma è anche consapevole di vivere in una società che non concede molto alle donne, anche se altolocate. Devono stare al loro posto e servire il marito, fare attenzione che l’onore sia sempre senza macchia, e che il nome della famiglia sia ben lontano da chiacchiere e pettegolezzi.

Prima ho detto che ci sono di certo degli elementi autobiografici in questa storia. Tra l’altro il libro contiene una biografia, della stessa Sofja Tolstaja, che ripercorre la sua vita, accanto al celebre marito.

Direi che vita, e romanzo, hanno questo in comune: un inizio magari un po’ balbettante, un seguito felice ma breve, e infine il disastro finale.
La vita di questa donna accanto a Tolstoj non fu mai facile. In principio, condividevano tutto, e per lei era bellissimo riscrivere Guerra e Pace. Poi, qualcosa ha iniziato a guastarsi, e lei non è riuscita, o non ha saputo, metterci rimedio.

Sofja Tolstaja ha rinunciato consapevolmente a tanto, a tutto pur di essere al servizio di un genio. Ma qualcosa a un certo punto si è rotto, e non è stato possibile ripararlo. La campagna, la natura, che per Anna, la protagonista del romanzo, e Sofja, erano lo scenario della bellezza e della felicità, mentre la città al contrario era l’emblema delle apparenze, dei trucchi e delle ipocrisie, non salva.

Solo la morte riesce a unire certi spiriti in un’armonia che placa passioni e gelosie. E chi resta, rimpiange quello che ha perduto.

Alla prossima e: non per la gloria, ma per il pane.

9 commenti

  1. Tempi sempre difficili per le donne, immagino ancora più difficile essere la moglie di uno scrittore come lui…soprattutto se voleva scrivere anche lei

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  2. Mai, mai, mai rinunciare a sé stessi per amore, sia donne che uomini. MAI.
    Chi ci vuole bene davvero non ce lo chiede.
    (Si, sapevo della storia sofferta di questa moglie, credo ne avessi raccontato già tu in un altro post)

    "Mi piace"

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