Perché amo Fedor Dostoevskij?


 

di Marco Freccero.
Pubblicato su YouTube il 24 settembre.
Ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

 

Ogni tanto, un video dedicato a Fedor. Perché no? Continua a essere uno degli scrittori più amati!

Buona visione

Ho notato questo: se pubblico un video su Fedor Dostoevskij, un sacco di persone si precipita a vederlo. Non solo.
Tra i miei video più visti sul mio canale, quelli di Dostoevskij sono tra i più visti, e spesso ricevono commenti anche se hanno un po’ di anni sulle spalle.

Sarebbe interessante capire perché uno scrittore dell’Ottocento sia ancora così amato nel XXI secolo. Certo, anche Zola o Tolstoj, oppure Dickens, sono parecchio letti e commentati. E si tratta di scrittori non semplici, che spesso hanno scritto romanzi di 400 pagine o addirittura di più.

Pensiamo per esempio ad Alexandre Dumas e al Conte di Montecristo!

Io leggo e rileggo Fedor perché ormai è un vecchio amico che non delude mai. Eppure all’inizio non fu così.

Il mio primo contatto con Fedor risale a parecchi anni fa, quando decisi di leggere “I Demoni”. Mollai dopo qualche decina di pagine:per me era illeggibile.
C’è anche da dire che a volte gli incipit dei romanzi di Dostoevskij non sono molto seducenti.

Dopo qualche anno m’imbattei forse nel suo romanzo più celebre: Delitto e castigo.
Fu una folgorazione.

“Al principio di luglio, con tempo caldissimo, verso sera, un giovane…”

L’incipit quella volta funzionò come una calamita. Presi a leggerlo e da allora Fedor è appunto un vecchio amico.
Ah, e dopo naturalmente ho letto “I demoni”, un romanzo magnifico e colossale per la genialità che racchiude.

Ma perché Fedor, a parer mio, è da leggere?
Innanzitutto: è uno scrittore autentico, che ha vissuto, che ha subito i colpi della sorte.

Arrestato, condannato a morte e finito di fronte al plotone di esecuzione, viene spedito a scontare la pena in Siberia.
Poi torna, finalmente, e sforna una serie di romanzi che lo renderanno uno dei più celebrati autori dell’Ottocento.

L’aspetto che forse affascina le persone a proposito di Fedor, è che lui non è mai stato il classico autore che vive nella sua torre d’avorio, lontano dalla vita, componendo le sue opere nel silenzio e nella solitudine.

Lui aveva compreso che vivere è lotta, e che la lotta più terribile, misteriosa eppure bellissima avviene nel cuore di ogni essere umano. In fondo questo scrittore russo che fumava, beveva tantissimo tè, speso perseguitato dai debiti e costretto per questo a scrivere febbrilmente, era un indagatore dell’uomo, era interessato a capirlo, a conoscerlo sempre di più.

Dostoevskij non si limita a scrivere storie, o storie interessanti. Usa la parola per cercare di conoscere sempre di più il mistero dell’essere umano. Per lui, dopo l’esperienza del plotone di esecuzione, e della Siberia, accanto a delinquenti di ogni genere, diventa urgente mettere sotto i riflettori questo strano essere bipede che ha colonizzato la Terra, e che presto farà altrettanto con lo Spazio.

Ha compreso che le ideologie non sono la soluzione, né lo sono le soluzioni proposte; ma rappresentano semmai il pericolo più enorme per questa creatura intelligente. Perché propongono di liberarci della libertà, che buona parte di noi considera un giogo, un peso.

Ecco perché poi nel Novecento, i totalitarismi hanno riscosso così grande successo. Uccidono la libertà, e Dostoevskji aveva capito che l’uomo desidera tenacemente questo: liberarsi di questo vizio chiamato libertà.

E anche adesso buona parte di noi considera la libertà un vizio, e se ne libera. Fedor, morto circa 140 anni fa, nato circa 200 anni fa, con i suoi personaggi generosi, folli, disperati, è lo scrittore che meglio di tanti altri ha saputo riconoscere la minaccia che sarebbe giunta con il Novecento.

Una minaccia ancora ben presente e sempre più forte.

Alla prossima e: Non per la gloria, ma per il pane!

10 commenti

  1. “se pubblico un video su Fedor Dostoevskij, un sacco di persone si precipita a vederlo.”
    Uhm, non è che sei stato inserito su studenti.it come massimo conoscitore di Dostoevskji e i ragazzi vengono a prendere spunto dai tuoi video per i temi di Letteratura? 😀 😀 😀

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  2. I demoni ce l’ho da anni (come ho anche I fratelli Karamazov, Delitto e castigo, Netoscka Nesvanova, Memorie della casa dei morti e L’eterno marito. Tutti ancora da leggere).
    Per ora ho letto solo Le notti bianche, tanti anni fa. E mi era piaciuto.

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  3. È uno scrittore che ha vissuto e, per questo, grande indagatore dell’animo umano. Sono a metà di Delitto e castigo…purtroppo vado a rilento per mancanza di tempo

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