Perché amo (anche) Tolstoj?


 

 

di Marco Freccero.
Pubblicato il 22 ottobre 2020 su YouTube.
Ripubblicato nel medesimo giorno su questo blog.

 

 

Non esiste solo Dostoevskij; c’è pure Tolstoj! E oggi infatti parlo proprio di queso enorme scrittore russo.

Buona visione e buona lettura.

 

 

Dopo avere spiegato perché io amo Dostoevskij, non potevo certo perdere l’occasione per parlare dell’altro enorme scrittore russo dell’Ottocento.
Il conte Lev Nikolaievic Tolstoj, corpo di mille bombarde!

Perché amo questo scrittore? Vediamo di capirlo assieme.

Tolstoj è uno scrittore che a un certo punto della sua vita fa una scelta di campo radicale: sceglie la verità.

Quando parte per la guerra di Crimea e partecipa all’assedio della città di Sebastopoli lui non lo fa per la gloria. Da ricordare che in quella guerra c’erano anche le truppe piemontesi spedite sin lì per dare lustro al regno sabaudo e alle aspirazioni unitarie dell’Italia.

Tolstoj vuole conoscere la verità, e sarà la verità della e sulla guerra. E lì non c’è nulla di epico, di valoroso, di bello. Ci sono uomini fatti a pezzi, feriti, che urlano di dolore e disperazione.
Se da una parte la retorica ufficiale descrive le bellezze del conflitto, lui si limita a osservare i fatti. Li riporta in quel libro, di cui ho parlato anche in questo canale, “I racconti di Sebastopoli” che lo renderà celebre.

E chi sceglie la verità ben presto non si accontenta più. Non è più sufficiente osservare i fatti e riportarli; occorre scavare, scendere in profondità. La sua vita, la sua opera letteraria possiamo quindi descriverla come una ossessionante ricerca della verità, in nome della quale egli arriva anche a indagare sulla morte, in quel potentissimo racconto dal titolo “La morte di Ivan Ilic”.

È talmente preso da questo desiderio, o forse dovrei dire furia, che arriva a scontrarsi con la Chiesa ortodossa, e poi anche ad allarmare le autorità, che lo sottoporranno a una discreta sorveglianza.

Lo zar non era certo un campione di democrazia, né i suoi collaboratori.

Con la scrittura indagava. Ma mentre Dostoevskij affermava che l’inferno è anche nel cuore dell’uomo, Tolstoj vedeva l’inferno in una società che costruiva strutture e convenzioni con un solo scopo, secondo lui: imprigionare l’essere umano. Renderlo schiavo delle apparenze e delle abitudini, e di esse e della loro opera distruttiva l’uomo si accorgeva solo verso la fine della vita, o in circostanze eccezionali.

Per poi tornare docilmente a esse, sempre schiavo e sempre più infelice.

Ma uno dei lati positivi di Tolstoj, è che non fu mai coerente. Voleva vivere poveramente, ma non abbandonò mai la sua tenuta, se non verso la fine della sua vitam scappando e andando a morire nella stazione di Astapovo.
Parlava di castità ed ebbe se non ricordo male 13 figli e anche in vecchiaia faticava a frenare la sua esuberanza. Sua moglie lo sapeva bene!

E questo è meraviglioso!
Tu mi dirai che non è un pregio? Hai ragione: è un enorme pregio!
Se vuoi qualcosa di coerente, prendi un sasso, vai sull’orlo di un precipizio e lascialo cadere.
Il sasso precipiterà giù giù sino a sfracellarsi. Perché? Perché il sasso è coerente!

Noi, abbiamo costruito gli aerei!

A parte le battute: Tolstoj non fu coerente perché non lo è quasi mai nessuno.
Ecco un altro motivo per cui questo conte russo è ancora così tanto amato! Al di là del tempo, lo sentiamo vicino a noi, alla nostra povera carne incapace di essere coerente e decisa.

E poi? E poi è stato un poderoso scrittore che ha usato la parola non solo per descrivere il mondo. Ma per vivisezionarlo e cercare di arrivare a scoprire che cosa davvero lo guida. Salvo poi scoprire forse, alla fine della vita, che probabilmente quella fatica era sì utile; ma che doveva anche partire da una consapevolezza.

Vivisezionando tanto, troppo, alla fine si resta soli.

Alla prossima e: Non per la gloria, ma per il pane!

8 commenti

  1. Uno scrittore che sceglie la verità ma è incoerente.
    Sul fatto che l’inferno è spesso nel cuore dell’uomo di Dostoevskij sono d’accordo (in Delitto e castigo è molto chiaro questo concetto) certo che anche la società ci mette del suo…

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  2. …ma tu lo sapevi che i fantasmi leggono i Russi? 😀 😀 😀
    La mia protagonista di Halloween stava leggendo Anna Karenina, un caso che ce l’abbia in attesa sul mio comodino (che si lamenta per il peso… 😀 )

    "Mi piace"

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