Leggiamo ancora George Orwell!


 

 

di Marco Freccero.
Pubblicato su YouTube il 13 maggio 2021. Ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

Oggi parliamo di un libro di George Orwell: Omaggio alla Catalogna.
Il libro della disillusione, per George Orwell?

Buona lettura e buona visione!

 

 

 

Perché leggere questo libro di George Orwell dal titolo “Omaggio alla catalogna”?
Perché è un bel libro (anche in versione elettronica). L’editore è Mondadori mentre la traduzione è di Riccardo Duranti. La postfazione invece è a cura di Mario Maffi.

Quando in Spagna scoppia la guerra civile nel 1936, Orwell arriva nel Paese come giornalista, con la moglie. Ma ben presto non ha più voglia di starsene con le mani in mano. Capisce la posta in gioca e decide di andare a combattere.

Si arruola nella milizia del POUM, un partito di sinistra non molto grande, con un certo seguito a Barcellona, e che accoglie comunisti dissidenti, ex trockijsti. A lui non interessano questi dettagli. Vuole combattere contro Franco e il fascismo, solo questo. E quella formazione gli permette di andare al fronte.

Però non è un’esperienza esaltante. Le armi sono poche e vecchie, l’addestramento è inesistente, il cibo non è granché, e le cose peggiorano quando arriva al fronte. Freddo, fame, piattole, topi, sono i compagni della vita dei miliziani, e anche di Orwell. Di fatto le settimane passano, i mesi passano, e non succeda nulla di rilevante.

Non ci sono scontri.

Tutto è molto disorganizzato. Se è una guerra, pare la guerra più strana mai combattuta almeno in Spagna. Eppure Orwell, arrivato a Barcellona, era rimasto colpito, sedotto dalla città. Sembrava che dappertutto ci fossero solo operai, che la divisione di classe fosse svanita. Niente servilismo, niente mance ai camerieri, nessuno era più padrone, nessuno era servo di altri.

I ricchi e i borghesi, svaniti nel nulla. Questa realtà lo aveva spinto proprio ad arruolarsi. Per difenderla e rendere quel sogno comune a tutta la Spagna.

Poi Orwell viene ferito alla gola, sopravvive. Torna a Barcellona ma qualcosa si è rotto, nel frattempo.

Per le strade appaiono di nuovo auto lussuose, i ristoranti di lusso aprono e accolgono la clientela che può permettersi di pagare, mentre tanta gente, nei quartieri popolari, fa la fila per avere un po’ di pane.

Che cosa è successo? Che cosa succederà, nei giorni seguenti?
George Orwell ce lo spiega. È un viaggio dentro quella che lo scrittore inglese considera una grande occasione andata in fumo, e non solo per la Spagna.
Vale a dire: una vera rivoluzione capace di cancellare le classi, di rendere tutti uguali, tutti fratelli.

Il libro è anche una riflessione appassionata e onesta su quanto è successo. A grandi linee, diciamo che il POUM, di cui Orwell faceva parte pur non essendosi mai iscritto, viene ben presto accusato di essere fascista, una quinta colonna di Franco che collabora con i fascisti.

Quindi Orwell, e i tanti miliziani che con lui erano al fronte, secondo le accuse soprattutto della propaganda comunista, sarebbero stati dei fascisti che al fronte… Invece di disertare, sparavano, ammazzavano fascisti, si facevano ferire dai fascisti pur essendo essi stessi fascisti.

Per questo consiglio di leggere “Omaggio alla Catalogna”. Per comprendere un po’ meglio un episodio cruciale nella storia del Novecento.
Orwell lo afferma più volte: non fidatevi di me. Anche perché quando scriveva queste riflessioni, e anche dopo, era difficile conoscere nel dettaglio i fatti, mentre la propaganda soffiava forte per infiammare gli animi.

Ma lui c’era, era lì. Combatteva contro i fascisti e da un giorno all’altro si è dovuto nascondere perché in realtà, secondo le accuse, era un fascista. E a questa grande menzogna, ci spiega Orwell, hanno partecipato tutti.

La guerra civile che c’è stata in Spagna non è stata una guerra della democrazia contro la dittatura fascista (che poi vincerà).

Ma una guerra per impedire, ci dice Orwell, che la Spagna realizzasse un sogno. Realizzare un Paese di uguali.

Oltre a questo, Orwell scrive delle grandi pagine sulla Spagna e sugli spagnoli, verso i quali, nonostante i difetti, per esempio il loro “manana” che poi non arriva quasi mai, avrà sempre gratitudine e viva stima.

Un libro triste, melanconico. Una grande opera sconosciuta di un grande scrittore.

Alla prossima e: Non per la gloria, ma per il pane.

8 commenti

  1. Il dettaglio dell’assenza del nome l’avevo notato pure io.Orwell è un grande visionario ma anche molto realista. Si batte per le sue idee di un mondo più libero e uguale ricavando poche gratificazioni come hai sottolineato parlando del suo libro Omaggio alla Catalogna

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