Un nuovo progetto di Marco Freccero (per il 2024?)


 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 19 dicembre 2022.

 

 

Questo è l’ultimo articolo del 2022 (il prossimo lunedì è festa e non pubblicherò nulla). Il 2 gennaio del 2023 ce ne sarà uno nuovo di zecca per inaugurare l’anno. Quindi queste righe potrebbero apparire come una specie di riassunto su quanto ho combinato con la scrittura in questo anno; o su quanto combinerò nel prossimo.

Non esattamente. O forse sì?

Credo che uno delle chiavi del successo nella scrittura di un articolo sia non avere mai le idee chiare su quanto vuoi scrivere. 

Un nuovo progetto

Come sanno tutti coloro che frequentano le pagine di questo blog, il 2022 è stato l’anno della conclusione della serie “Stella Nera”. Come previsto, il 5 dicembre 2022 ho autopubblicato in digitale e cartaceo “Stella Nera – Il grande domani” che chiude questa avventura. Dopo tre anni, sono riuscito in un’impresa che non è epica; ma impegnativa lo è stata eccome.

E adesso?

In realtà è da agosto che raccolgo altro materiale per una nuova storia (un altro romanzo, esatto). Anzi; ad agosto ho iniziato a scrivere qualcosa, l’incipit. Non posso aggiungere molto anche perché non so bene come andrà avanti, come svilupparla. Ma mi pare una storia interessante, che sarà ambientata nel 2017. Addio dunque agli anni Ottanta, è tempo di tornare a qualcosa di più prossimo a noi.

Ma per scoprire che razza di storia sarà, e che cosa voglio dire, devo scrivere, esatto. Non riesco a “pianificare”. Non mi piace mettermi a tavolino e dire: “Adesso scrivo una storia così e cosà in modo da comunicare che…”. 

Non fa proprio per me, mi dispiace.

Il problema, grosso, che questa storia mi sta già provocando è il seguente: quasi certamente NON uscirà nel 2023. È un problema? Può darsi. Si sa che chi abbraccia il mestiere dell’autore indipendente deve cercare di pubblicare i suoi libri a distanza ravvicinata. Uno all’anno, ma se si potesse anche avere una cadenza più ravvicinata (ogni cinque mesi?), sarebbe persino meglio.

Io sino a ora ci sono riuscito (forse a scapito della promozione?). Ma adesso sento che devo prendermi un tempo più lungo prima di arrivare a pubblicare questo nuovo romanzo, che potrebbe arrivare dopo l’estate del 2024, di certo non prima (magari anch’esso lo pubblicherò a dicembre del 2024).

Ma si tratta davvero di un problema? Voglio dire: pubblicare tra 2 anni una nuova storia, che cosa provoca? Forse dei problemi? A me non pare affatto, anzi.

Un’opera completa e varia (come dicono gli imbonitori)

Perché a ben guardare di carne al fuoco ne ho già parecchia, e un po’ per tutti i palati. 

Vuoi dei racconti? Ecco allora la Trilogia delle Erbacce.

Vuoi un romanzo a quattro mani? Eccoti servito.

Desideri un romanzo breve? Nessun problema, abbiamo “L’ultimo dei Bezuchov”. 

Cerchi invece una storia più lunga e ambientata negli anni Ottanta? Inizia a leggere “Stella Nera – Le luci dell’Occidente”, e dopo potrai passare al secondo libro “Stella Nera – La promessa” e infine al capitolo finale ovvero (quanto adoro usare “ovvero”): “Stella Nera – Il grande domani”. 

Insomma, la mia produzione mi pare che spazi in ogni dove, che sia un po’ per tutti i gusti, e se quindi per un anno me ne sto “fermo”, credo che nessuno si sentirà abbandonato o offeso.

I miei lettori attenderanno (se si attendono anni i romanzi di Cormac McCarthy, potete attendere il mio per un po’ di tempo, giusto?). E per tutti gli altri che non sono miei lettori… Molto meglio appunto puntare alla promozione e fare in modo che diventino un po’ miei.

Ma potrei sempre inventarmi qualche cosa. Per esempio, pubblicare in un solo volume digitale, e solo digitale, i racconti della Trilogia delle Erbacce. O, meglio ancora, raggruppare i libri di “Stella Nera” in un solo file. O anche in un solo libro cartaceo? 

Ma il cartaceo di “Stella Nera” rischierebbe di essere piuttosto costoso, secondo me, quindi potrei tralasciare. 

Tornando al nuovo romanzo: l’incipit non si svolgerà a Savona (!) e questo già potrebbe indurre un sacco di persone a tirare un sospiro di sollievo. Dove si svolgeranno i primi capitoli? Chissà. 

Ma il resto della storia? Dunque, il resto della storia, secondo me, si dovrebbe svolgere in una precisa città. Il cui nome inizia con la consonante “S”, termina con la vocale “A”, e ha una “V” e una consonante “N”. Ma anche su questo devo per forza di cose mantenere il più stretto riserbo. Quindi è del tutto inutile che nei commenti mi domandiate: “Si tratta forse di Savanna, in Oklahoma (USA)?” Non posso aggiungere altro, mi dispiace.

Ma torniamo a parlare del mestiere dell’autore indipendente. 

Ancora a proposito del mestiere dell’autore indipendente

Ha ragione eccome Rita Carla Francesca Monticelli nel suo ottimo ebook “Self-Publishing Lab – Il mestiere dell’autoeditore”. Questo mestiere è perfetto per chi vuole dire qualcosa, ma per le ragioni più diverse non troverà mai spazio presso una casa editrice. Poco importa studiare le cause, ma è così. È grazie a questo mestiere che ho pubblicato undici libri. Che ho potuto fare di testa mia, scrivendo quello che volevo io senza dover subire pressioni o sollecitazioni. Qualcuno, di certo uno spirito malvagio nonché maligno, potrebbe sottolineare che le vendite non sono mai schizzate in alto; è vero. Ma oltre alla particolarità delle mie storie (“frecceriane”, giusto?) questa è la conseguenza di una promozione inesistente, con poche idee ma parecchio confuse, che non è mai riuscita a coagulare attorno al mio nome un numero appena sufficiente di lettori. Cambierà in futuro? Se rallento il ritmo della pubblicazione, avrò più tempo per dedicarmi con maggiore slancio e determinazione alla promozione delle mie opere? 

Staremo a vedere.

Non sono affatto ammaliato dagli Amazon Ads che, oltre a richiedere un maggiore esborso di denaro, richiedono parecchio studio. I Facebook Ads? Forse, ma non so. Al momento anche su questo fronte tutto tace. Mi pare che le ultime modifiche apportate da Meta tendano a rendere più complicato quello che era abbastanza semplice, e quindi a spingere a spendere di più. Inoltre sono convinto che una promozione non alimentata dal denaro sia alla lunga preferibile, agli occhi dei lettori. È vero che il denaro ti pone sotto gli occhi di un sacco di gente che “forse” può essere indotta a darti una possibilità acquistando la tua opera. 

Ma è senz’altro vero che ormai le persone su Facebook o altrove preferiscono una conversazione pacata, non imposta con banner pubblicitari insomma.

Per quest’anno credo di non avere altro da aggiungere. Buon Natale. E anche buon 2023.

15 commenti

  1. Caro Marco, penso che ognuno debba seguire il ritmo che sente proprio, i tuoi impazienti lettori ti aspetteranno volentieri. Presto inizierò il capitolo finale di Stella Nera, non vedo l’ora! Auguri cari a te per ciò che desideri e per i tuoi progetti di scrittura!

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  2. Di nuovo Buon Anno Marco! Bene per il progetto 2024! Secondo me non è Savanna, non ti vedo scrivere dell’Oklahoma. E’ sicuramente Schivenoglia, 1100 anime in provincia di Mantova. Che cosa ci hai trovato là per scriverci una storia… mah, chi lo sa! 😀 😀 😀

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