Perché la newsletter è formidabile per l’autore indipendente


 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 9 gennaio 2023.

 

 

Non dovrei scrivere un articolo simile perché io per primo la uso male. Ma forse l’ho scritto perché spero, in questa maniera, ti prenderla più seriamente.

Esiste un’arma davvero potente nelle mani dell’autore indipendente. Gratis. Si tratta appunto della newsletter. Ma è circondata da una serie di idee sballate e confuse, e prima di iniziare ad affrontare sul serio l’argomento, è bene mettere a punto alcune parti.

Che cos’è la mailing list?

Forse stai strabuzzando gli occhi: perché adesso vedi scritto mailing list e prima ho parlato di newsletter. In realtà la mailing list (come dice il nome stesso), non è altro che un elenco di indirizzi di posta elettronica che gli utenti decidono di cederti (perché lo facciano, come fare per ottenere l’indirizzo, e quanto esso sia importante lo vedremo nel resto dell’articolo). Per adesso diciamo che le persone cedono il loro indirizzo email a te (o a me, anche io ho una newsletter), perché sono interessate a te. Ai tuoi libri, e vogliono saperne di più. È fondamentale per produrre e inviare la tua newsletter.

Che cos’è la newsletter?

La newsletter altro non è che il messaggio email che tu, periodicamente, invii agli iscritti. Agli iscritti della tua mailing list, esatto.

A che cosa serve la newsletter?

Qui la faccenda si fa dannatamente interessante. Perché so bene che tu sei una di quelle persone che pensano: “No grazie. Ho già abbastanza da fare con le reti sociali”. 

Bravo. Potrei già liquidare la tua obiezione affermando che buona parte degli autori indipendenti che vendono davvero curano con un’attenzione maniacale la loro newsletter. Mentre (giustamente) sono piuttosto assenti sulle reti sociali, compaiono di rado. Questo vorrà pur dire qualcosa, non è vero?

Un sacco di gente ha detto in passato che le reti sociali avrebbero ammazzato il blog (ehi, tu sei proprio su un blog, lo sai vero? Niente male per un moribondo!) e che la newsletter aveva i giorni contati. 

Peccato che la newsletter (come il blog) goda di discreta salute, anzi. Un autore indipendente che non abbia anche una newsletter sta perdendo una grande occasione. Soprattutto, senza newsletter ti stai esponendo a rischi e disavventura, che ovviamente non puoi controllare.

Facebook, Instagram e compagnia cantante sono territori “gentilmente” offerti a te da aziende che badano al profitto. Con le loro sedi altrove (molto altrove). Con le loro regole che possono cambiare quando vogliono senza troppe spiegazioni.

Se sei su Facebook avrai notato come i tuoi aggiornamenti non li vede più nessuno, giusto? Un tempo non era così. Ma Meta (che controlla Facebook e Instagram e Whatsapp) ha cambiato le regole. Devi pagare se vuoi che i tuoi contenuti di qualità arrivino a più persone. Ricordi cosa ho scritto qualche riga fa? Abbiamo a che fare con aziende che badano al profitto.
Ecco, impostare la propria attività di autore indipendente su qualcosa che non ti appartiene (le reti sociali, appunto) è una follia. Non è raro che qualcuno sia stato buttato fuori dalle reti sociali per ragioni piuttosto bizzarre. E tutto quello che si è costruito svanisce in un attimo. 

Un autore indipendente non può costruire la propria attività sulla sabbia. Se fai sul serio, devi scegliere fondamenta robuste, che puoi controllare. Dove sei tu che hai il pieno controllo su ogni cosa, sempre; e nessuno può buttarti fuori. Ecco perché la newsletter continua ad avere successo ma, misteriosamente, in Italia gli autori indipendenti la snobbano alla grande. 

D’accordo. Ma a che cosa serve la newsletter?

Vero. Nel paragrafo precedente mi sono dilungato un po’, ma forse non ho risposto alla domanda. Allora iniziamo con l’affermare a che cosa NON serve.

Non serve a vendere i tuoi libri.

A questo punto chi ha avuto la pazienza di arrivare a leggere sino a qui si starà chiedendo per quale ragione investire tempo su qualcosa di inutile. Ma non è inutile, al contrario. È che se credi che la newsletter serva a vendere i tuoi libri; se credi che l’invio di una newsletter a 200 iscritti debba provocare automaticamente l’acquisto di altrettante copie del tuo ebook su Amazon o altrove: sbagli tutto.

Riflettiamo un attimo sul motivo che spinge un lettore, oppure una lettrice, a iscriversi alla tua newsletter. A regalarti una cosa così importante come l’indirizzo email. Questo dono straordinario dimostra che la persona crede in te. È disposta a investire parte del suo tempo per ascoltare la tua voce, se e quando avrai qualcosa da dire (io per esempio invio una volta al mese la mia newsletter ai miei iscritti. Non desidero “asfissiarli” con la mia presenza, ma la invio se ho qualche cosa di interessante da condividere).

Lo riscrivo: quando una persona si iscrive alla tua newsletter ti fa un regalo enorme. Tra voi due si stabilisce un legame che nessuna Meta o piattaforma online potrà spezzare (ma l’iscritto potrà sempre annullare la sua iscrizione alla tua newsletter, se non la riterrà più interessante). Ma perché compie questo passo?

Probabilmente perché ha letto un tuo libro ed è rimasta così impressionata dalla tua bravura di autore, da voler sapere altro sul tuo conto. Non solo notizie sull’uscita delle tue prossime opere; ma anche qualcosa sul tuo conto. No, non vuole affatto il tuo numero di telefono o l’indirizzo di casa, né desidera essere ragguagliata su cosa combini durante la giornata. Non sto parlando di questo genere di cose. Niente affatto.

Una relazione importante

La relazione che si può stabilire tra un autore e i suoi lettori attraverso la newsletter è di una qualità decisamente superiore rispetto a quella che possono regalare le reti sociali.

La scrittrice statunitense Tammi Labrecque in un suo ebook intitolato “Newsletter ninja” afferma: “Quando inviti persone a iscriversi alla tua newsletter e invii loro le e-mail, non vendi libri. Stai vendendo te stesso.”

Un po’ troppo drastico? Forse, ma è un’affermazione che ha almeno un pregio: è estremamente vicina alla realtà. In fondo se una persona legge un tuo libro e lo ama, poi vorrà sapere su di te dell’altro. Non solo quando uscirà il prossimo. Non solo perché ha amato quello che hai scritto; ma perché gli piaci. Punto e basta.

Il che non vuol dire che devi parlare di come vivi le giornate; nulla del genere. Ma ricorda: quando finalmente questa idea si fa strada nella tua testa (“Sta vendendo te stesso”), comprendi che il rapporto che stai creando con i tuoi iscritti è decisamente differente da ogni altra cosa. 

Altro che reti sociali.

Non sto affatto dicendo (meglio riscriverlo per l’ennesima volta) che devi spiegare per filo e per segno quello che combini mentre scrivi. Questo vorrebbe dire annoiare a morte i tuoi lettori.

Di sicuro il rapporto che si instaurerà (e che col tempo, si spera, diventerà più forte), sarà qualcosa di decisamente differente. Più massiccio. Chi si iscrive alla tua newsletter di autore indipendente sa perfettamente che vendi libri. Quindi, anche se può apparire leggermente folle, l’argomento della tua newsletter non dovrà essere il tuo libro, oppure l’uscita del tuo prossimo libro.

Sia chiaro, ne devi parlare. Se esce tra una settimana lo devi chiaramente indicare. Anche se esce tra un mese, devi organizzare una o due newsletter che indichino dove sarà in vendita, il prezzo, eccetera eccetera.

Ma ricorda che il tuo lettore non è mai una carta di credito da spremere. 

Si tratta di una persona che ha fatto una scommessa su di te; e non puoi deluderlo. Ti ha fornito il suo indirizzo di posta elettronica aprendo con te un canale molto privilegiato. Non puoi bruciarti questa occasione.

Quanto costa iscriversi a una newsletter?

Nulla. È gratis. Se ti iscrivi alla mia newsletter riceverai pure un ebook in omaggio (e dicono che i liguri sono avari!).

Perché ci si iscrive a una newsltter?

Perché è piaciuto il libro. Io per esempio da un po’ piazzo il link alla mia newsletter già all’inizio del mio ebook; e poi un altro link alla fine, ma in questo caso non parlo mai degli omaggi. 

iscrizione-alla-newsletter-di-marco-freccero

Molti si iscrivono proprio per gli omaggi. Quando li ricevono annullano l’iscrizione, oppure l’annullano non appena invii loro un nuovo numero della newsletter. Non preoccuparti. Si tratta di persone che non diventeranno mai e poi mai tuoi estimatori (o Superfan, come dice David Gaughran), fa parte del gioco.

Il tuo lavoro semmai è di rendere quelli che hai (pochi o tanti che siano) appunto dei superfan. Ne riparleremo.

8 commenti

  1. Perché mi sono iscritto alla newsletter? Colpa di Dostoveskij.
    Ero alle prese con i demoni e cercavo delle recensioni per dei confronti quando mi sono imbattuto in questo Marco Freccero. Conciso, esaustivo, il modo di parlare chiaro, competenza , insomma maledettamente bravo nelle recensioni. Ad uno così come si fa a non dare fiducia?

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  2. La newsletter serve per mantenere un rapporto con i propri lettori, é un rapporto informale che serve per dare delle “news” sulla propria attività di blogger-scrittore. Usata bene é un’opportunità per tante piccole cose.

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  3. La newsletter serve per mantenere un rapporto con i propri lettori, é un rapporto informale che serve per dare delle “news” sulla propria attività di blogger-scrittore. Usata bene é un’opportunità per tante piccole cose.

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