Che cos’è l’evento all’interno di una storia

 

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 22 luglio 2019.

 

 

Il titolo di questo articolo doveva essere, in verità, “Che cos’è l’evento all’interno di una storia, e perché dovrebbe chiamarsi avvenimento”. Però come titolo mi sembrava un poco lunghetto.

Sono consapevole inoltre che un sacco di persone sbadiglieranno, altre mi daranno del matto, poiché un simile argomento non interessa praticamente nessuno.

Siccome questo è un blog di un autore indipendente, dovrei per forza di cose svelare aspetti più interessanti, unirmi alle polemiche in corso, prendere qualche posizione “scomoda” (cioè: comodissima per accendere le luci su questo povero ligure che racconta storie); eccetera eccetera.

Niente del genere. 

Come dicono quelli che hanno studiato alla Sorbona: “Me rimbalzeno”. 

Questo non attira molti lettori? 

Ai lettori non importa una cippa lippa di queste faccende da lana caprina? 

Peccato: ma è un problema loro, mica mio.

Comunque, se desideri (matto! Pazza!) proseguire nella lettura di questo articolo, fallo pure!

E: buona lettura.

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Se non credi nella tua opera, chi ci crederà?

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 25 giugno 2019.

 

 

 

 

Ogni tanto bazzico su forum, oppure gruppi, che raccolgono autori indipendenti, e leggo i loro interventi. Se per esempio mi imbatto in un autore che afferma di non spendere soldi per far realizzare una copertina da un grafico competente perché la sua opera non li vale… Be’, cara amica, caro amico. Hai appena piantato un chiodo (quello definitivo?), sulla tua bara. E tu ci sei dentro. 

(Lo so che le raffinate menti logiche e razionali che capiteranno per caso su questo post, si chiederanno come possa, una persona dentro una bara, piantare il chiodo sul coperchio della stessa. Suvvia, gente: rilassatevi e continuate a leggere).

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Che cosa nasconde il romanzo “Un’estate a Greenvoe”?

 

libro estate a greenvoe

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 17 giugno 2019.

 

 

Quello che trovo parecchio interessante nel romanzo di George Mackay Brown dal titolo: “Un’estate a Greenvoe” è, come dicono quelli bravi, il senso che cela. E attenzione: si nasconde qualcosa perché sia infine scoperta. Ma per essere scoperta occorre anche saper ben cercare. 

In fondo ci sono 2 tipi di libri: quelli belli e quelli brutti (e sino a qui siamo tutti d’accordo). E poi quelli che si fermano alla superficie; e quelli che scendono in profondità.

Il libro “Un’estate a Greenvoe” è ormai introvabile (forse su qualche bancarella?), ma questo fa parte del mio ambizioso progetto intitolato: “Il suicidio di un autore indipendente”. Eh già: invece di scrivere di guide e polemiche, scrivo di queste robe qui che nessuno leggerà. 

E poi parlo pure di libri che non sono nemmeno più in commercio. È evidente che siamo alle prese con un suicida. Che sarei io.

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Autore indipendente: evita questi 3 errori

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 12 giugno 2019.

 

 

 

Ci sono diversi modi per perdere tempo mentre cerchi di autopubblicare le tue opere. Eppure a un sacco di persone sembra di fare la cosa giusta, di muoversi nella direzione esatta, e di stare costruendo qualcosa. 

Ecco, il problema credo che sia nella fumosità degli scopi. Qualcosa non è nulla, non significa un bel niente. È un po’ come se io decidessi di aprire un negozio per vendere prodotti. 

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Perché il ritorno in Cina di Google riguarda gli autori indipendenti

i benefici del blog

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 10 giugno 2019.

 

 

 

Lo so: un po’ di tempo fa hai letto da qualche parte questa notizia, e adesso pensi che questo post è inutile perché del ritorno in pompa magna di Google nel grande mercato cinese è una faccenda che agli autori indipendenti non può importare una benemerita cippa lippa.

E invece è l’occasione per ricordare a se stessi quanto è importante avere una propria piattaforma; e avere il pieno controllo su di essa.

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