Intervista allo scrittore Roberto Bonfanti

Pubblicato il 4 marzo 2019

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Tornano le interviste agli scrittori (dopo una pausa un bel po’ lunga). Questa volta è il turno di Roberto Bonfanti, “Self Publisher Writer”. Un’occasione per conoscere da vicino un autore indipendente e la sua opera.

Buona lettura.

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Se vuoi scrivere racconti cerca i poveri

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 25 febbraio 2019.

 

 

Spesso rileggo “Nel territorio del diavolo” un libro di Flannery O’Connor edito dalla casa editrice Minimum Fax (credo ci sia anche in digitale).
Di recente sono capitato (ancora una volta, perché l’avevo letta anche altre volte), su una frase, anzi un pensiero, che lei riportava. Era dello scrittore inglese (ma nato in India), Rudyard Kipling, e parlava dei poveri. La frase era qualcosa di questo genere: Se vuoi scrivere racconti non scacciare i poveri dalla soglia di casa.

E che diavolo significa?

Forse è solo una posa dello scrittore inglese? È possibile. Spesso un autore assume una posa, e poi la delusione è grande quando si scopre, appunto, che si tratta di finzione. Ma: quindi? A volte anche nelle pose ci sono delle intuizioni mica da ridere. Lì forse si nasconde un tesoro.
O forse no.

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Ecco il modo più semplice di pubblicare gratis un libro

le mie letture impossibili (forse)

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 18 febbraio 2019.

 

 

 

 

Vuoi pubblicare un libro?
Sei un autore indipendente, o un auto-editore?
Insomma: sei uno scrittore indipendente che ha scritto un libro, e vuoi pubblicare la tua opera? In modo semplice, magari?
Bene.

Avrai notato che ci sono varie opzioni disponibili; cioè, esistono diversi siti (italiani o stranieri) che permettono di pubblicare il proprio libro (digitale e cartaceo) sulle principali piattaforme di vendita (Amazon; iBook Store di Apple; IBS; Kobo; Feltrinelli; eccetera eccetera).
In questo articolo ti mostrerò come pubblicare un libro con StreetLib. Nei paragrafi seguenti  però troverai altri argomenti. Eccoli elencati:

Se sei pronto direi che possiamo procedere.

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Marco Freccero presenta: The Legacy Tour

 

foto marco freccero

 

di Marco Freccero. Pubblicato l’11 febbraio 2019.

 

 

Di recente ho parlato di un nuovo progetto per rilanciare la mia Trilogia delle Erbacce. Però non svelavo troppo, vero? Vero. Anche perché qualche idea ce l’avevo, però non sapevo bene come proporla.

Lo so: come ho scritto nell’articolo precedente potrei tranquillamente fare spallucce e pensare ad altro. E invece… Invece no. Sono qui a cercare di ridare attenzione ai miei racconti. Nessun editore lo farebbe mai, lo so. Uno dei punti di forza dell’essere un raccontastorie, o meglio un autore indipendente, o che si autopubblica (insomma: ci siamo capiti, giusto?), è che puoi fare quello che preferisci. Anche riprovarci, e non importa se sono passati anni.

Un editore non perderebbe mai tempo a investire tempo e denaro per ridare fiato a qualcosa di “vecchio”. Al massimo, si limiterebbe a tagliare il prezzo, magari del 50% (se si tratta di un libro cartaceo), e basta.
Ma qui non siamo tra editori.

Adesso…

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Il nuovo progetto di Marco Freccero (forse)

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 4 febbraio 2019.

 

Qualcosa bolle in pentola, ma i dettagli sono da definirsi. Il “qualcosa” si chiama “Legacy Tour”. Che cos’è questo “Legacy Tour”?
Anzi: “The Legacy Tour”? E poi perché questa moda di chiamare tutto in inglese?

Meglio rispondere alla prima domanda, tanto per cominciare.
Non è un blog tour.
Perché “The Legacy Tour” ha come protagonista il lettore. Cioè: tu.

Adesso ti spiego di che cosa si tratta; ma solo in parte in realtà, perché parecchio è ancora in “divenire”.

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Come convincere i lettori a scommettere sul self-publishing?

foto marco freccero

di Marco Freccero. Pubblicato il 15 gennaio 2019.

Non è facile, né è semplice. Che cosa?
Convincere le persone a leggere un autore (o un’autrice) che si autopubblica. Sì; possiamo lasciare fare al tempo.

Prima o poi le persone capiranno che è possibile eccome scrivere un libro (o meglio: più di uno) di qualità anche se non ha il “timbro” di una casa editrice. In un lasso di tempo abbastanza breve avremo un discreto numero di scrittori che si autopubblicano che NON vogliono lavorare con la casa editrice.

Oppure: lo faranno ma da pari a pari. Tratteranno con essa. Accetteranno (magari) che sia lei a preoccuparsi della pubblicazione cartacea.
Tutto questo accadrà, prima o poi (più prima che poi). Nel frattempo: come convincere i lettori a scommettere sul self-publishing?

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