Francesco d’Assisi – di Franco Cardini

 

di Marco Freccero. Pubblicato su YouTube il 24 ottobre. Ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

Ancora un libro su Francesco d’Assisi, questa volta uscito dalla penna (più probabilmente: dalla tastiera), dello storico Franco Cardini.

Buona lettura e buona visione.

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La mia piccola esperienza con l’editoria ufficiale

 

Pubblicato su YouTube il 22 agosto. Pubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

Non l’ho mai raccontato, ma adesso credo che sia il momento di farlo.
Che cosa non ho mai raccontato? Semplice: la mia esperienza con l’editoria ufficiale.

Quindi: buona visione (e buona lettura).

 

Intanto: iscriviti al mio lussuoso canale YouTube (tanto non paghi nulla!).

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Come trovare il tempo per scrivere?

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 5 agosto 2019.

 

 

 

 

Scrivere è bello (almeno finché non lo inizi a fare sul serio), ma: come trovare il tempo per scrivere?

La faccenda richiede tempo, appunto; e uno dei problemi più grandi è proprio quello di trovarlo. 

Perché tra noi e il libro che vorremmo scrivere c’è una faccenda che si chiama “vita”. E che pretende che si rispettino una serie di sciocchezze chiamate: “Bollette da pagare” (tanto per iniziare, ma c’è pure dell’altro).

Il lavoro.

Gli altri.

Il sonno.

Eccetera eccetera.

Alcuni dicono che bisogna “ottimizzare” il tempo che si ha a disposizione. Per esempio: alzarsi molto presto e sfruttare l’ora decisamente mattutina per scrivere.

Dipende…

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Criticoni e criticone su YouTube

foto marco freccero

 

Di Marco Freccero. Pubblicato il 13 giugno su YouTube e ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

Su YouTube il sistema più rapido per conquistare le simpatie non è parlare di libri; ma sparlare di determinati lettori.

Buona visione!

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Ecco perché la gente adora “Il sosia” di Dostoevskij

foto marco freccero

 

di Marco Freccero. Pubblicato l’11 marzo 2019.

 

Già: perché la gente (non tutta) adora “Il sosia” di Dostoevskij? Perché in quel breve romanzo possiamo assistere a una “evoluzione”. Di come un autore cambia. Di come, dopo il consenso ricevuto con la prima opera, “qualcosa” si metta in moto e spinga l’autore in una direzione differente. Tanto da rompere i ponti con certe conoscenze e amicizie. Ma è grazie a certe “rotture” che si cresce. E che si diventa davvero: Dostoevskij.

E la gente (non tutta), adora quegli scrittori un po’ matti, che osano; che mandano al diavolo convenzioni e mode, per percorrere una strada un poco differente. È quello che fa Fedor Dostoevskij.
Nella Russia si parla di socialismo? Lui parla di cristianesimo. Gli intellettuali parlano di come solo l’Europa salverà la Russia? Lui proclama che solo la Russia salverà l’Europa (e poi il mondo, magari). E questo “poema pietroburghese” (come lo chiama lo stesso Dostoevskij) è probabilmente l’opera che segna la rottura con quelle idee, quegli ambienti.

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