Come trovare il tempo per scrivere?

 

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 5 agosto 2019.

 

 

 

 

Scrivere è bello (almeno finché non lo inizi a fare sul serio), ma: come trovare il tempo per scrivere?

La faccenda richiede tempo, appunto; e uno dei problemi più grandi è proprio quello di trovarlo. 

Perché tra noi e il libro che vorremmo scrivere c’è una faccenda che si chiama “vita”. E che pretende che si rispettino una serie di sciocchezze chiamate: “Bollette da pagare” (tanto per iniziare, ma c’è pure dell’altro).

Il lavoro.

Gli altri.

Il sonno.

Eccetera eccetera.

Alcuni dicono che bisogna “ottimizzare” il tempo che si ha a disposizione. Per esempio: alzarsi molto presto e sfruttare l’ora decisamente mattutina per scrivere.

Dipende…

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Criticoni e criticone su YouTube

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Di Marco Freccero. Pubblicato il 13 giugno su YouTube e ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

 

 

Su YouTube il sistema più rapido per conquistare le simpatie non è parlare di libri; ma sparlare di determinati lettori.

Buona visione!

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Ecco perché la gente adora “Il sosia” di Dostoevskij

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di Marco Freccero. Pubblicato l’11 marzo 2019.

 

Già: perché la gente (non tutta) adora “Il sosia” di Dostoevskij? Perché in quel breve romanzo possiamo assistere a una “evoluzione”. Di come un autore cambia. Di come, dopo il consenso ricevuto con la prima opera, “qualcosa” si metta in moto e spinga l’autore in una direzione differente. Tanto da rompere i ponti con certe conoscenze e amicizie. Ma è grazie a certe “rotture” che si cresce. E che si diventa davvero: Dostoevskij.

E la gente (non tutta), adora quegli scrittori un po’ matti, che osano; che mandano al diavolo convenzioni e mode, per percorrere una strada un poco differente. È quello che fa Fedor Dostoevskij.
Nella Russia si parla di socialismo? Lui parla di cristianesimo. Gli intellettuali parlano di come solo l’Europa salverà la Russia? Lui proclama che solo la Russia salverà l’Europa (e poi il mondo, magari). E questo “poema pietroburghese” (come lo chiama lo stesso Dostoevskij) è probabilmente l’opera che segna la rottura con quelle idee, quegli ambienti.

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Il suono della solitudine – di Michele Marziani

 

foto marco freccero

 

di Marco Freccero. Pubblicato il 7 gennaio 2019.

 

 

Un po’ di tempo fa mi ha scritto lo scrittore Michele Marziani. Di lui sapevo e conoscevo qualcosa. 

Per esempio che è stato direttore della rivista di StreetLib “Il colophon”; editor della Antonio Tombolini Editore. Oltre a essere uno scrittore e, come tanti scrittori, ha il suo sito. 

Mi ha scritto per propormi la lettura del suo ultimo libro: “Il suono della solitudine”. 

Ho accettato e dopo qualche giorno il libro è arrivato, inviato in una busta da Ediciclo Editore.

È uno scrittore che vive in un piccolo paese ai piedi del Monte Rosa in quella Valsesia che io ho incontrato parecchi anni fa…

Nel luglio del 1987 ero proprio in Valsesia; ad Alagna (“Imland” secondo la lingua dei Walser), che visitai velocemente; poi mi spostai al rifugio Barba Ferrero.

Visitai anche il Sacro Monte di Varallo Sesia, la “diga” cattolica contro l’avanzata dei tedeschi protestanti (come erano i Walser). (Errore che mi ha fatto notare Michele Marziani: erano cattolici).

Fu una vacanza indimenticabile: ma per via della pioggia che presi. Non sono più riuscito a bagnarmi così bene e in maniera così meticolosa come in Valsesia. Non riuscii mai ad arrivare a destinazione delle mie camminate progettate. Alla fine, dopo 5 giorni di tentativi (“Oggi il tempo sembra ottimo: andiamo”; per poi tornare di volata al rifugio inzuppato d’acqua), scappai per la disperazione.

Però sto divagando.

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Perché l’industria del libro si avvia al tramonto (forse)?

 

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di Marco Freccero. Pubblicato il 31/12 /2018

 

 

È possibile che l’industria del libro si avvii al tramonto? O forse è una delle tante profezie destinata a non avverarsi? Da molti anni si annuncia la morte del romanzo (mi pare dalla fine degli anni Sessanta, in Europa; intanto Gabriel Garcia Marquez scriveva “Cent’anni di solitudine”); del rock; del blog. Eppure sono tutti qua a tenerci compagnia. 

I fax invece se ne sono andati senza disturbare troppo; senza bande musicali o squilli di tromba. 

Di certo l’industria del libro da anni è sollecitata da forze e attori che una volta non esistevano affatto. Una su tutte: Amazon; ma non è solo la creatura di Jeff Bezos a impensierire gli addetti dell’industria del libro. Sembra infatti che ci siano un insieme di attori che stanno lavorando per…

Un momento: siamo davvero certi che quello che sta per accadere sia di certo la catastrofe, e non un modo originale per cambiare? 

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